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Salvato dai vigili del fuoco un vitello finito nella scarpata

L’animale, dodici mesi, razza chianina, è scappato dalla stalla durante la notte nel Volterrano, per recuperarlo i pompieri hanno dovuto aprirsi un varco nella vegetazione

VOLTERRA. In un anno non era mai uscito da quello che pensava fosse il suo habitat naturale. Poi, in una notte calda e afosa come quella scorsa, qualcosa lo deve aver spaventato. Ed è stato in quel momento che ha scoperto che là fuori, c’è un mondo tutto da scoprire. Ma che sa essere anche duro e senza pietà. Anche per un vitello da quattro quintali e mezzo come lui che solo il coraggio e la caparbietà di una squadra di vigili del fuoco del distaccamento di Saline di Volterra, insieme a un veterinario e ai padroni della stalla, hanno potuto far tornare “a casa” dopo cinque ore di lavoro.

Siamo a San Cipriano, frazione in mezzo alla natura di Volterra. Il podere è quello di Marcello Gazzarri, vicino alla chiesa del paese. Una zona da cartolina che racconta di una Toscana straordinariamente bella. Ma basta un dirupo di sessanta metri per scatenare il panico. È qui, infatti, che l’animale si è ritrovato dopo aver strappato la fune che lo legava al box dov’è praticamente nato e cresciuto da un anno a questa parte ed essere riuscito, non si sa come, ad aprire la porta ritrovandosi in un mondo a lui sconosciuto. E per di più di notte.

«Me ne sono accorto di mattina, quando sono andato nella stalla per governare gli animali – racconta Gazzarri – All’inizio ho pensato che lo avessero portato via. Poi ci siamo accorti che era finito nel dirupo».
È stato a quel punto che è scattato l’allarme. La chiamata più logica ai vigili del fuoco che sono arrivati con una squadra di cinque persone alle 9. Ma una mole del genere è terribilmente difficile da far risalire. C’è chi ha proposto di allertare l’elicottero. Ma la zona impervia, la presenza del bosco e i quintali da sollevare erano condizioni impraticabili per il mezzo aereo.

Tantissimi i tentativi, tutti andati a vuoto. Alla fine l’idea più faticosa, ma anche quella che si è rivelata vincente: costruire una sorta di mulattiera con motoseghe e zappe. Il caldo opprimente e le divise bagnate dal sudore non hanno fermato il lavoro che è proseguito con le corde legate attorno al vitello e si è concluso alle 14 col suo ritorno nella stalla, insieme alla sua famiglia, gli altri cinque o sei animali che l’allevatore custodisce nella sua azienda.

«Per fortuna è andata a finire bene – aggiunge Marcello Gazzarri – È stata davvero dura tirarlo fuori da quel dirupo, ma grazie ai vigili del fuoco, ai miei parenti e a tutte le persone che ci hanno dato una mano siamo riusciti a riportarlo a casa sano e salvo».
 

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