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I migranti protestano: «Dateci cibo migliore»

Il prefetto Visconti a Ponsacco: cambiamo il menu ma non potranno avere soldi

PONSACCO. Vestiti nuovi, un menù variegato con porzioni abbondanti, migliori condizioni igieniche nella struttura che li ospita, un medico, soldi e l’impiego in piccoli lavoretti, o l’inserimento in associazioni di volontariato. Sono solo alcune delle richieste che arrivano dal Brichotel di Ponsacco, dove da dodici giorni vivono quarantotto rifugiati, gestiti dalla società Oltreilmare, la stessa che ha in carico anche il centro di accoglienza La Tinaia, a Cascina. Ieri mattina gli ospiti del Brichotel hanno protestato nel piazzale esterno dell’edificio, prima dell’arrivo del prefetto Attilio Visconti e del vice vicario Valerio Massimo Romeo, accompagnati dal comandante provinciale dei carabinieri, Nicola Bellafante, e dal comandate della compagnia di Pontedera, Michele Cataneo. Una visita, quella di Visconti, finalizzata soprattutto a incontrare il sindaco di Ponsacco, Francesca Brogi. I due hanno parlato a lungo di fronte al Brichotel, dopodiché hanno deciso di convocare una riunione straordinaria in Comune, assieme a una delegazione dei profughi che alloggiano nella struttura d’accoglienza.

Visconti, poi, ha chiesto anche la partecipazione del presidente della Oltreilmare, Cesare Merciai. Dopo quasi due ore di colloquio, l’incontro è terminato e il prefetto ha comunicato le decisioni prese: «Una volta a settimana i ragazzi e le ragazze del centro verranno visitati da un medico, che monitorerà costantemente il loro stato di salute. Inoltre, in accordo col gestore della struttura, abbiamo deciso di mettere a disposizione un mezzo per il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di eventuali casi gravi. Per quanto riguarda i minori – spiega ancora Visconti – verranno assistiti da un pediatra che ha lo studio poco distante dal Brichotel».

Poi, sulle richieste alimentari, il prefetto fa sapere che «i rifugiati vorrebbero poter cucinare da soli, ma questo non è possibile. Abbiamo optato per un menù che permetta loro una maggiore varietà dei cibi, che saranno di qualità e verranno serviti in quantità adeguata, nel rispetto della loro religione».

Le proteste degli ospiti del Brichotel, però, riguardano anche il vestiario: «Essendo giovani, vorrebbero una minima possibilità di scelta nei vestiti. Non amano indossare tutti canottiera e pantaloncini uguali. Insieme a Merciai abbiamo deciso che avranno un cambio in più e la possibilità di scegliere alcuni indumenti secondo i loro gusti», dice ancora Visconti, che prosegue parlando di un’altra criticità denunciata dai rifugiati: «Vorrebbero l’aria condizionata nelle camere, ma non possono essere accontentati. Il gestore, però, provvederà a dotare ogni stanza di un ventilatore. Inoltre hanno richiesto l’acqua minerale in bottiglia, vedremo. I soldi, invece, non possiamo darglieli».

Verranno poi organizzati dei tornei di calcio tra gli ospiti, in modo da occupare le loro giornate. Alcuni di loro saranno anche impiegati per lavori socialmente utili. «Abbiamo istituito una

task force con prefettura, polizia, Asl e assistenti sociali del Comune. Insieme verificheremo che tutto, all’interno del Brichotel, fili liscio. Un grazie alle persone che si sono impegnate – conclude Visconti – e che si impegnano quotidianamente nel campo dell’accoglienza».
 

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