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Disabili maltrattati, parla la madre che ha denunciato: "Sarà doloroso, ma ci facciano vedere i video delle bòtte"

Il caso delle violenze alla Stella Maris. Alzano la voce i genitori dei giovani nel mirino degli operatori. Tra loro c’è la mamma da cui sono partite le indagini sul centro. "Mio figlio tornava pieno di ferite e di lividi. Gli operatori ci hanno detto che i ragazzi si picchiavano tra loro"

FAUGLIA. «Vogliamo solo la verità e che gli educatori coinvolti nei maltrattamenti sui nostri figli disabili vengano allontanati per sempre da Montalto». Non passa giorno senza che i genitori dei disabili al centro di presunti maltrattamenti da parte di educatori e operatori del centro riabilitativo di Montalto di Fauglia della Stella Maris (fondazione con sede a Calambrone) si chiedano quali saranno le conseguenze dell’inchiesta della Procura di Pisa che ha portato finora alla sospensione dal servizio di sette persone alle quali era affidata l’assistenza di ragazzi e adulti con gravi disabilità neuropsichiche.

«Vorrei tanto vedere quelle immagini girate nel refettorio dove mangiano, anche se poi, sono sicura, non ci dormirei per chissà quante notti. Non può finire così...», trova il coraggio di raccontare la madre, che, dopo aver chiesto invano spiegazioni ai dipendenti della struttura per i lividi sospetti trovati sul corpo del figlio, si è rivolta ai carabinieri dando così inizio alle prime indagini.

«All’inizio di questa vicenda ero spaventata - dice la donna - ma al tempo stesso sono sempre più consapevole del fatto che certi comportamenti nei confronti dei nostri ragazzi andassero avanti da tempo. Non ero tranquilla, volevo capire, mi rendevo conto che non c’era un adeguato controllo». Ora, questa madre, come altri genitori, ha lo stesso timore. «C’è il segreto delle indagini, è vero - dice la famiglia che per prima ha denunciato - ma quei video, secondo quello che abbiamo capito, mostrano veri orrori compiuti verso persone indifese. A volte grandi e grosse ma con le reazioni di un bambino».

Disabili maltrattati, parla la madre che ha denunciato Il caso Stella Maris. Dice la donna: "Mio figlio tornava a casa pieno di ferite e di lividi. E quando sono andata a chiedere spiegazioni sono stata quasi derisa. Allora mi sono rivolta ai carabinieri" L'ARTICOLO

Ogni volta che i genitori si rivolgevano al personale del centro - su questi aspetti anche altre mamme confermano la stessa versione - per chiedere i motivi di quei segni di violenza sui corpi dei loro figli ottenevano sempre la stessa risposta. «Ci dicevano che sono ragazzi aggressivi e che si picchiavano tra di loro». Ma alcuni disabili quando tornavano a casa confidavano le loro paure in maniera semplice. «Cinzia è cattiva», aveva detto più volte uno dei ragazzi. Ma non sempre era agevole capire cosa poteva esserci dietro un’affermazione espressa con tanta semplicità.

Oggi l’operatrice è tra i dipendenti sospesi dal servizio per la storia dei maltrattamenti. «Così come ci viene detto - aggiungono alcuni genitori - che se non siamo contenti dell’assistenza che i nostri figli ricevono possiamo rivolgersi altrove. Tutti sanno che non è facile trovare centri che siano in grado di seguire ragazzi autistici o altre disabilità. È come metterci con le spalle al muro, non lo possiamo accettare». Ma graffi, lividi e un dente rotto gridavano giustizia. Il dispiacere delle famiglie (i pazienti sono per lo più originari della provincia di Pisa ma anche di Livorno e Lucca) è grande. «Uno degli operatori sospesi è recidivo e tutti lo sanno ma se l’è sempre cavata con lettere di richiamo e una sospensione di pochi giorni. I dirigenti non hanno mai approfondito».

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I presunti maltrattamenti, schiaffi, offese, colpi sulla testa, strattonamenti, sono stati documentati dalle telecamere installate dai carabinieri ad insaputa del personale nel refettorio del centro Rds, dove ci sono i ragazzi più adulti e stabilizzati. Ma la denuncia è partita dalla madre di un ventenne seguito nell’Irm, nel cui refettorio gli inquirenti non sono potuti entrare e che è utilizzato anche da minorenni. «Sappiamo che quelle che sono state commesse sono violenze gratuite», aggiunge una madre il cui figlio è tra i disabili picchiati. «È difficile da capire ma ci sono persone, si vede negli asili e con gli anziani, che si sfogano in questo modo vergognoso». Per le famiglie sapere che ai loro ragazzi autistici venivano rivolte frasi come “Sei handicappato, fai schifo” o altre espressioni offensive li lascia senza parole.

«Voglio il benessere di mio figlio - dice una madre residente in provincia di Lucca -, tenerli in quattro in piccole stanze non è dignitoso. La violenza non è solo quella fisica ma anche quella mentale. Non possiamo accettare che ci siano persone che giocano sulle debolezze di un disabile grave». Le famiglie si stanno organizzando per affidarsi a vari legali e pensare a come costituirsi parte civile. «In uno dei primi incontri con i dirigenti della Stella Maris ci era stato detto che lo avrebbe fatto anche la Fondazione. Oggi ci pare già che ci sia stato un passo indietro», continua un’altra mamma. All’ultimo incontro con la direzione del centro di Montalto un padre, di fronte ai numerosi silenzi seguiti alle sue domande, ha avuto un malore, segno di una situazione di grande disagio non solo per i pazienti ma anche per le famiglie.
 

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