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“Cose in Comune” scritte da Cioni

L’ex dipendente appena andato in pensione ha pubblicato una serie di aneddoti

di LUCA DADDI

Alberto Cioni, classe 1952, sanminiatese, non è stato soltanto un bravo dipendente comunale, ma anche un punto di riferimento per i sindaci con i quali ha lavorato in più amministrazioni. Lasciato pochi giorni fa il municipio di Santa Croce per la meritata pensione, ha regalato agli amici una sua gustosissima pubblicazione intitolata "Cose in Comune", serie di «aneddoti che hanno come protagonisti amministratori e/o dipendenti dei Comuni di Cascina, Fucecchio, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte e Sinalunga». Dedicato al figlio Raghi che «ha sempre guardato con curiosità e rispetto al mio lavoro» - il giovane è morto a dicembre in un incidente stradale - il libro di Cioni è diviso in ventisette capitoli per altrettanti episodi. C'è di che sorridere nel leggere Cioni. Ed è una lettura che fa bene al cuore.

Per esempio: «Ci sai dire da chi è eletto il sindaco?», chiese il presidente di una commissione di concorso al netturbino semianalfabeta al quale, essendo ormai prossimo alla pensione, la giunta aveva pensato di far avere la qualifica di capo netturbino attraverso un concorso interno. Il netturbino guardò sorpreso il presidente, «come per dirgli “ma cosa mi chiedi?” e poi proruppe: «oh Enzo… ma dal Partito Comunista!».

E che dire dell’addetta alle pulizie che si sentì domandare da un tizio con accento milanese e valigetta: «Scusi, può indicarmi dov'è il gabinetto del sindaco?». «Lui normalmente usa quello - rispose, indicando la vicina toilette - ma io l'avverto, l'adoperano anche quasi tutti gli altri».

Tra gli aneddoti c'è pure quello - famoso, risalente all’immediato dopoguerra - del contadino che chiede a uno sconosciuto (scoprirà poi essere il sindaco) di reggergli il ciuco perché deve salire in Comune. Il contadino torna con un diavolo per capello imprecando contro il sindaco che non c'era: «Vorrei sapere dov'è?». «Semplice - risponde lo sconosciuto - qui davanti a lei, a reggergli il ciuco!».

«Nello scrivere questi aneddoti - confessa Cioni - ho scelto di omettere il più possibile cognomi e nomi. Devo fare però una eccezione con Mauro Bianchi, da tutti conosciuto come Maurino, per oltre quarant'anni mitico centralinistra del Comune di San Miniato». E a Maurino sono dedicate alcune pagine del libro in cui si racconta, tra l’altro, quando il sindaco si sentì chiedere dal presidente della Regione: «Ma a Maurino è successo qualcosa? Perché sono già due volte che vi faccio chiamare e al centralino mi risponde una voce diversa da quella di Maurino». Il presidente fu rassicurato: nulla di grave, Maurino era stato convinto a prendere una quindicina di giorni di ferie per smaltire in parte l'arretrato. «Ebbene - conclude Cioni - senza tema di essere smentito, credo che quella sia stata la prima volta, al mondo, in cui

un'alta carica istituzionale ebbe a interessarsi di un semplice centralinista. Ma Maurino era tutt'altro che un semplice centralinista!».

Vero. Ma anche Alberto Cioni è stato tutt'altro che un semplice dipendente comunale.

E glielo diciamo con affetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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