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«Sui migranti i Comuni succubi della prefettura»

Cascina esce dal progetto Sprar e dalla convenzione della Sds L’assessore Edoardo Ziello contestato dai centri sociali

CASCINA. Rinunciano al progetto di accoglienza Sprar, Cascina e Orciano: si tratta del sistema di protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati) per il triennio 2017/2019. Hanno votato a favore i Comuni di Pisa, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano, Fauglia, Crespina Lorenzana. Contrari i Comuni di Cascina e Orciano Pisano. Netta la posizione di Cascina non solo sul progetto Sprar ma anche sul rinnovo della convenzione sulla gestione dell'accoglienza tra Sds e Prefettura di Pisa. Cascina, rappresentata dall’assessore al Welfare, Edoardo Ziello, che è stato contestato e tacciato di essere razzista dai centro sociali, ha espresso la totale contrarietà del Comune al rinnovo della convenzione con la Prefettura di Pisa e all'assenza di interesse per la partecipazione alla rete Sprar.

«La convenzione con la Prefettura che i Comuni a guida PD hanno, da poco, approvato, si caratterizza da un rapporto verticistico tendente a favore del rappresentante del Governo locale, a discapito degli Enti locali. Infatti, la Prefettura si riserva la facoltà di sciogliere la convenzione istantaneamente, mediante risoluzione, nel caso di grave inadempienza, degli obblighi assunti e per la mancata messa a disposizione delle strutture idonee ad allocare gli immigrati nella nostra area», ha spiegato Ziello. E l’assessore non si tira indietro con le critiche alla prefettura. «La convenzione ha uno stile giuridico curiale che apre ad eventuali scenari caratterizzati dalla costituzione di vere e proprie tendopoli, nel caso in cui i soggetti operanti nel settore non si trovassero più nelle condizioni di reperire alloggi funzionali all'accoglienza».

Critiche ai servizi che i Comuni si impegnano ad erogare agli ospiti delle strutture. «Si va dalla linguistica culturale, al servizio di informazione sulla normativa che riguarda l'immigrazione fino ad arrivare all'orientamento sul territorio, senza contare i servizi di gestione amministrativa, di assistenza generica alla persona, di pulizia e l'erogazione dei pasti, prevedendo, tra l'altro, un apposito menù personalizzato per non urtare alle sensibilità religiose degli ospiti». Di fronte ai tanti cittadini italiani che vivono di stenti e nella povertà più assoluta «non potevamo prenderci la responsabilità di approvare questa convenzione che ha il sapore di un vero e proprio schiaffo alla povertà. Ci piacerebbe vedere una simile attenzione da parte della Prefettura e di tutti i soggetti coinvolti nell’accoglienza migranti nella gestione dell'accoglienza, ai problemi di disagio economico in cui versano i tanti cittadini italiani che non riescono ad arrivare a fine mese». No al progetto Sprar su tutta la linea anche se la prefettura nei giorni scorsi ha fatto capire che i Comuni che non aderiscono al progetto riceveranno comunque i profughi richiedenti asilo. «Abbiamo sentito parlare della famosa clausola di salvaguardia, che avrebbe dovuto mettere al riparo i Comuni, aventi progetti Sprar attivi sul proprio territorio, dagli arrivi emergenziali della Prefettura: una modalità di ripartizione delle quote di migranti che ciascun Comune deve accogliere», continua l’assessore. Se fosse vero il Comune che raggiunge la quota di migranti Sprar, «proporzionale al numero dei propri abitanti, automaticamente, dovrebbe essere esente dall'arrivo prefettizio di altri immigrati, ma così non è stato perché ad esempio, nel Comune di Prato e in altri Comuni toscani, aderenti allo Sprar, gli arrivi sono continuati». Cascina conferma la linea: «Non siamo contrari all'accoglienza degli immigrati che hanno già ottenuto lo status di rifugiato politico», aggiunge Ziello. «Per noi vengono prima gli italiani in difficoltà e poi gli altri. Finché non si normerà il fenomeno, con più certezza del diritto, non si vedrà mai la presenza del Comune di Cascina in certi progetti», concludono la sindaca, Susanna Ceccardi, e l’assessore.

«Prendiamo atto che il Comune Cascina ha chiesto formalmente di non aderire all'ampliamento del progetto Sprar per il prossimo triennio – dice la presidente della Società della Salute, Sandra Capuzzi - . Il progetto Sprar della Società della Salute andrà comunque avanti con i Comuni che vi aderiscono. Si tratta di un progetto importante, governato dagli enti locali e finanziato dal ministero dell'Interno, che permette di gestire l'accoglienza in un'ottica

di programmazione e non emergenziale. A questo punto il Comune di Cascina per sua scelta gestirà da solo l'accoglienza dei profughi e noi andremo avanti con i nostri piani, visto che lo Sprar non è un autobus su cui si può salire o scendere ogni tre giorni».

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