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«Trovate posti per i migranti»

Il prefetto Visconti si appella ai sindaci per scongiurare le tendopoli

PISA. Serve uno «sforzo ulteriore» dei Comuni e dei privati per trovare alloggi. Perché, sebbene l’Italia abbia appena chiuso a Malta un patto con la Libia per provare a fermare gli scafisti nel Canale di Sicilia ricevendo anche la garanzia dei finanziamenti Ue, nei «mesi primaverili i flussi aumenteranno».

Anzi, gli sbarchi non si sono mai fermati. Solo nell’ultimo mese - dice il prefetto Attilio Visconti - sono giunti in provincia di Pisa 100 migranti. Un boom di arrivi per un territorio che in meno di due anni ha visto triplicare le presenze di richiedenti asilo, giunti a quota 1.183 in tutta la provincia. Ma se finora la gestione dell’emergenza ha consentito di seguire «il principio dell’accoglienza diffusa», adesso il sistema rischia di andare in crisi. «In questo contesto - scrive il prefetto in una nota ufficiale - oltre all’attività di ricerca di immobili svolta direttamente dalla prefettura, auspico la consueta collaborazione da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati, nella consapevolezza della necessità di individuare con urgenza soluzioni che possano scongiurare il ricorso a possibili tendopoli».

È stato due giorni fa il presidente della Croce Rossa Antonio Cerrai ad evocarle. Soprattutto perché l’associazione non è più disposta a gestire altri centri. «Diamo ospitalità a circa 450 persone fra Pisa e San Giuliano, fare di più ci imporrebbe un taglio alle risorse messe in campo per gli altri servizi». Visconti riconosce alla Croce Rossa un ruolo decisivo, e teme che senza le sue energie la rete possa collassare. Finora la media è di 13 migranti per struttura (anche se a San Jacopo a San Giuliano ci sono oltre 200 stranieri), ma se la marina libica non riuscisse a fermare le partenze, nei prossimi mesi gli arrivi potrebbero riprendere a ritmi forzati. E con le procedure per il riconoscimento o il rigetto di asilo che procedono a rilento, i centri rischiano di scoppiare e costringerlo a nuove requisizioni a alle tendopoli. Uno scenario prospettato proprio da Cerrai. Per questo il suo appello ai sindaci ma anche ai provati. Per ora sono solo 3 su 37 i Comuni “riluttanti”. Non ospitano migranti Calci, Orciano Pisano e Lajatico. Finora la «ricerca incessante» di immobili,

dice Visconti, «ha scongiurato soluzioni emergenziali, certamente non ottimali per un percorso di integrazione». Il podere Lamone a Tirrenia è stato l’ultimo tassello di questa strategia. Ma serve che i Comuni diano ancora una mano.(m.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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