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Economia, oltre 28mila le donne che hanno una carica in azienda

Secondo i dati della Camera di Commercio, le imprese femminili sono presenti in misura più elevata nei piccoli comuni con spiccata vocazione agricola e turistica. Maglia nera Santa Croce e Castelfranco

PONTEDERA. Considerando le cariche aziendali di tutte le imprese registrate in provincia di Pisa, a fine 2015, sono 28.579 le donne che fanno impresa. Ci sono amministratrici (8.549), socie di capitale (8.036) e titolari di imprese individuali (6.188), etc. Considerando il numero delle imprese classificabili come "femminili", vale a dire dove la presenza delle donne risulta maggioritaria, questo non solo sfiora quota 10mila, ma mette a segno una crescita (+1,3%) più che doppia rispetto a quella del complesso del tessuto imprenditoriale pisano (+0,6%). A dirlo è l'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa.

Il tasso di femminilizzazione della provincia di Pisa si assesta, nel 2015, al 22%. Pisa, così come lo scorso anno, continua quindi ad occupare una posizione più in basso non solo rispetto alla Toscana (22,9%) ma anche a tutte le altre province della regione eccettuata Firenze. Il dato, tuttavia, si inserisce in un quadro nazionale nel quale l'incidenza delle imprese gestite da donne diminuisce al crescere del numero complessivo di aziende. Delle 9.661 imprese femminili registrate, un buon 13,5% è anche under 35: un valore nettamente superiore rispetto al complesso delle imprese della provincia di Pisa dove l'incidenza delle aziende giovanili si ferma al 10%.

Se le aziende femminili costituite sotto forma di impresa individuale sono ancora al primo posto in termini di consistenza (6.188 unità), la crescita più rilevante è appannaggio delle società di capitali (+7,0%) seguite proprio dalle imprese individuali (+0,5%). Le società di persone, invece, mostrano segni di cedimento (-2,5%).

Primo settore del comparto femminile, con 2.206 aziende registrate, continua ad essere il commercio al dettaglio che però, rispetto al 2014, segna una contrazione dell'1,3% (-29 imprese). Alle spalle del commercio, ed in lieve crescita, troviamo l'agricoltura (1.159 imprese, +0,6%) mentre, in forte crescita, gli altri servizi alla persona (1.019 aziende, +4,6% e +45 unità rispetto al 2015). Passo in avanti per settori riconducibili al turismo come la ristorazione e pubblici esercizi (829 imprese, +4,7%, +37 aziende) ed i servizi di alloggio (170 imprese, +13,3%, +20 unità). Nel terziario cresce il commercio all'ingrosso (+1,9%), rimangono stabili i servizi per edifici e paesaggio (prevalentemente servizi di pulizia e disinfestazione) mentre arretrano le attività ausiliarie dei servizi finanziari (-2,6%) e di supporto alle funzioni d'ufficio (-2,8%). Le imprenditrici continuano invece ad essere meno presenti nell'industria: pelli-cuoio (-3,9%) confezioni (-3,2%).

Le imprese femminili sono relativamente più presenti nei piccoli comuni (in termini di numerosità complesiva d'impresa) con spiccata vocazione agricola e turistica. Continuano infatti ad avere un tasso di femminilizzazione elevato Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Guardistallo, Pomarance e Casale Marittimo. Comuni, invece, dove il numero di imprese risulta elevato ed il manifatturiero assume un certo rilievo, vedono tassi di femminilizzazione decisamente inferiori alla media: su tutti Santa Croce sull'Arno, Vicopisano e Castelfranco

di Sotto.

Unica eccezione è quella del comune di Pisa. Nel capoluogo, infatti, il tasso di femminilizzazione contribuisce a mantenere la media provinciale al 22% grazie, in questo caso, alla presenza di imprese del turismo e, più in generale, dei servizi.

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