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Sui pozzi esplorativi si discute in Parlamento

Si allarga il fronte dei contrari al progetto di Magma Energy. Gelli: «Presenterò un’interrogazione»

CASTELNUOVO VALDICECINA. Dal gennaio scorso è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Toscana l’avvio del procedimento di verifica di assoggettabilità per il progetto “Mensano”, presentato dalla Magma Energy Italia srl. I tecnici della società hanno depositato tutta la documentazione a inizio anno.

Il progetto prevede l’esecuzione di circa 95 chilometri di linee sismiche a riflessione energizzate mediante massa vibrante, con lo scopo di caratterizzare fino ad alcuni chilometri di profondità l’assetto geologico-strutturale del sottosuolo.

Il progetto interessa il territorio dei Comuni di Castelnuovo di Val di Cecina e Volterra e dei Comuni di Casole d’Elsa, Colle di Val d’Elsa e Radicondoli. Verso l’arrivo dei pozzi esplorativi si è espressa negativamente parte della cittadinanza e i politici locali. Oggi, si schiera col fronte del no anche Federico Gelli, deputato Pd.

«Presenterò un'interrogazione parlamentare ai ministeri competenti per capire il perché delle concessioni date (una regionale, l'altra ministeriale). Dobbiamo tutelare il territorio limitando ogni sorta di inquinamento acustico, ambientale, idrico che sarebbe causato dall'eventuale realizzazione di questi nuovi impianti». Lo ha dichiarato lo stesso Gelli durante un incontro che si è tenuto sabato scorso nella liuteria di Montecastelli Pisano con i rappresentanti del Comitato “Montecastelli Viva” che si oppone alla realizzazione di nuovi impianti geotermici. In particolare gli abitanti si stanno battendo contro i rischi che potrebbero derivare da due nuove concessioni in un territorio poco esteso come quello di Montecastelli: una regionale (denominata Mensano), che prevede la realizzazione di due pozzi geognostici profondi per l'eventuale creazione di una centrale; l'altra del Ministero dello Sviluppo economico (denominata Castelnuovo), che autorizzerebbe la realizzazione di un impianto pilota in un'area perfettamente coincidente con l'abitato.

«Questo territorio è stato sfruttato per 50 anni nella produzione massiva di energia geotermica – ha aggiunto il parlamentare – una fonte di energia che non è ne rinnovabile ne sostenibile e che ha dato occupazione ma anche danni ambientali e sulla salute degli abitanti. Molti studi epidemiologici infatti, rilevano come il rilascio di vapore geotermico abbia causato l’incremento dell’incidenza di alcune patologie nei territori interessati. Le nuove concessioni rischiano

di compromettere una della poche zone di questa parte dell’Alta Valdicecina ancora integre e di grande rilievo paesaggistico, storico e naturalistico e dove in questi anni si è sviluppata una florida economia legata al turismo sostenibile e alle produzioni agricole biologiche e di qualità».

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