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Paquito e Celestina, ora le risate si fanno sfogliando

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VOLTERRA. Paco Paquito e Celestina sono le due anime di un'associazione culturale dal buffo nome, “Circusbandando”, e di una piccola compagnia familiare di teatro per bambini che da quasi vent'anni intrattiene, diverte, educa, entusiasma generazioni di giovanissimi spettatori. Dalle loro produzioni originali, dai loro tanti spettacoli, sono nati diversi progetti editoriali. Il primo nel 2007: un cd di canzoncine con allegato un colorato, fragrante libercolo. Il più recente, tutto cartaceo, è ancora fresco di stampa. Si intitola “Le filastrocche di Paco Paquito illustrate da Celestina”. Gli autori, Pasquale Vaira (Paco) e Giulia Villa (Celestina) lo hanno presentato ieri a Volterra.

Trattasi di un volume di allegre rime che, attraverso il sacro filtro del gioco, affrontano temi come l'integrazione, l'emergenza rifiuti, il rispetto per la salute del proprio corpo, l'amore per l'ambiente che ci circonda. Chi insegna divertendo, insegna due volte, e gli inventori di “Circusbandando” lo sanno bene. Il sorriso è il loro mezzo, la didattica il loro obiettivo. Come quando, anni fa, proposero alle scuole dell'infanzia e primarie della provincia di Pisa un fortunato spettacolo sulla sicurezza stradale che, in breve, divenne il loro manifesto programmatico: “Quanta fretta! Ma dove corri?”. «Siamo una compagnia atipica», spiega Pasquale, che nella vita è anche, e soprattutto (è da lì che tutto nasce), un insegnante («La scuola è il mio lavoro e la mia passione»). «Di solito, i gruppi che si dedicano al teatro per ragazzi nascono in ambito, appunto, teatrale. Noi invece abbiamo una natura prettamente scolastica. Quello è il nostro mondo, il nostro pubblico». Paco ha voce argentina, squillante. In scena è vestito da clown, ha una buffa parrucca colorata e canta accompagnandosi con la chitarra. Al suo fianco, in veste di complice spalla, Celestina la creativa, l'artista visionaria. Insieme da oltre quarant'anni, Pasquale e Giulia sono marito e moglie e hanno figli grandi. «Nei primi anni Novanta abbiamo lasciato Milano e trovato rifugio tra le colline di Volterra», racconta lui. «Inseguendo un'ispirazione, iniziai a tenere corsi di aggiornamento sulla didattica abbinata alla musica, al canto, alla recitazione, alla pittura. Mi resi conto che, attraverso la straordinaria figura del clown, così ricca, così profonda, si poteva coniugare la didattica col divertimento, il gioco con la serietà di temi e argomenti importanti.

Dal lavoro coi bambini è nata la formula di questo teatro educativo, di sostegno alla scuola, alla pedagogia. Giulia è al mio fianco da sempre. Filosofa, grande amante dell'arte grafica, mette al servizio del nostro percorso la sua creatività».

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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