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le due anime di bientina

Il paese consacrato alla Madonna che prega contro il demonio

BIENTINA. Il bene e il male. La Madonna e il diavolo. Due giorni al mese che rispecchiano la doppia anima di una comunità di devoti che, comunque, nella preghiera e nella fede riescono ad annullare...

BIENTINA. Il bene e il male. La Madonna e il diavolo. Due giorni al mese che rispecchiano la doppia anima di una comunità di devoti che, comunque, nella preghiera e nella fede riescono ad annullare questa sorta di storica ambivalenza. Qui Bientina: dall'altro ieri, simbolicamente alla Santissima vengono date le chiavi della città dal sindaco Corrado Guidi, durante la giornata regionale mariana in cui sono intervenuti come testimonial anche i conduttori tv Alessandro Greco e Beatrice Bocci. Quel borgo che ha fatto di San Valentino degli indemoniati (il santo esorcista) il suo patrono. «Si tratta solo di un contrasto apparente - spiega don Ettore Baroni, parroco del paese da 12 anni - In realtà in entrambi i casi la devozione porta sempre sulla stessa strada di Cristo».

Il sacerdote mariano, infatti, ogni 13 del mese riunisce nella chiesa di Santa Maria Assunta i devoti mariani del territorio. E sempre lui, l'ultimo venerdì sempre di ogni mese, dall'altare procede con le tradizionali preghiere di liberazione.

Guai a chiamarle esorcismi: don Ettore non entra in contatto diretto col demonio.

«L'opera che io faccio è di ascolto, di preghiera, di conforto spirituale facendo anche l'imposizione delle mani, ma io non entro in contatto diretto col diavolo, non dico "Demonio vattene", bensì chiedo al Signore di allontanare dai fedeli lo spirito del male».

Sono centinaia i fedeli che da ogni angolo della provincia e oltre partecipano alle messe di liberazione di Bientina. Una tradizione che si collega proprio con il culto del patrono, San Valentino Martire degli indemoniati le cui spoglie sono conservate nella pieve della chiesa consacrata a Maria Assunta. «Questo santo - spiega il sacerdote - fece parlare di sé per i miracoli, talvolta strepitosi, che iniziò a fare, in particolare nei confronti di ossessi e indemoniati. I suoi resti furono riesumati dalle catacombe di San Callisto, sulla via Appia Antica, il 9 novembre 1681 e consegnati alla nobildonna romana Laura Grozzi, la quale li donò, tramite Giovan Maria Maestrini - Provinciale dei Minori Osservanti, alla Comunità di Bientina nel 1699. Da lì in poi nel comune c'è la tradizione della guarigione dei cosiddetti "ossessi"». Tanto che, leggenda

popolare bientinese docet, si dice che fino dove giunge il suono delle campane di Bientina, il Diavolo non possa varcare il magico cerchio che da loro si forma e quindi chi vive al suo interno non ha timore di essere da lui posseduto e farsi così -indemoniato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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