Menu

Ucciso dai fascisti a soli 29 anni commemorato Alvaro Fantozzi

PONTEDERA. Fatti dolorosi e ormai lontani nel tempo. Ma proprio perché quel dolore è sempre pronto a rinascere e il tempo presente sembra dimenticarsi di quello passato, personaggi così vanno...

PONTEDERA. Fatti dolorosi e ormai lontani nel tempo. Ma proprio perché quel dolore è sempre pronto a rinascere e il tempo presente sembra dimenticarsi di quello passato, personaggi così vanno ricordati sempre, tenuti davanti agli occhi come essenziali punti di riferimento.

Lo spiega bene il sindaco Simone Millozzi, durante la commemorazione che ieri Gianfranco Francese, segretario Cgil Pisa, e Giorgio Vecchiani, presidente provinciale Anpi, in collaborazione col Comune, hanno voluto dedicare alla memoria di Alvaro Fantozzi, pontederese, socialista, di professione pastaio, che quando morì a Marti per mano dei fascisti aveva 29 anni.

«Il paese è spesso attraversato da rigurgiti d'intolleranza ed estremismo. Anche qui da noi, come abbiamo visto recentemente in occasione dei fatti incresciosi legati all'operato di Forza Nuova. Proprio per questo vicende come quella di Fantozzi incarnano l'urgenza di un monito che deve essere trasmesso alle nuove generazioni».

Di quel giovane brutalmente assassinato («Furono tre fascisti di San Miniato, rimasti impuniti», viene ricordato) si ripercorrono l'impegno di lavoratore, la militanza politica, i ruoli ricoperti, nell'arco di due intensi anni, all'interno delle istituzioni. «Infaticabile organizzatore di leghe bracciantili», «Assessore comunale qui a Pontedera, in un momento difficile per la città; il valore del suo operato è dimostrato dagli atti a sua firma che ancora conserviamo in archivio», «Tante battaglie per migliorare le condizioni dei lavoratori», «Un uomo che sapeva guardare lontano: nel '22 presentò una carta programmatica tesa al “superamento dei campanilismi”, in cui già si preconizza il concetto di “area vasta”», «Voleva incentivare i trasporti: fu tra i primi a proporre di valorizzare un collegamento su rotaia tra Pontedera e Livorno».

Di tutte quelle visioni, quei programmi, quelle idee, rimangono oggi una lapide nel cimitero di Pontedera, una stele funebre a Marti, sul luogo dell'omicidio, una piazza a lui intitolata, sempre a Marti, al centro del paese.

«Presto», dice Millozzi, «in occasione dei festeggiamenti per il 25 aprile, anche qui a Pontedera ci sarà un'iscrizione a lui dedicata. In via Gotti, dove si trova la sua casa natale».

«A Pisa – aggiunge Gianfranco Francese – ad Alvaro intitoleremo la sezione Anpi della Cgil Pisa. È necessario, per due motivi: contrastare la cancellazione della memoria, attività praticata da molti; e non lasciar campo libero a quanti, oggi, vogliono farci credere che il Ventennio fu, guerra a parte, un periodo con molte luci, dimenticando (o facendo finta di dimenticare) le vessazioni, le violenze, le morti, gli oltraggi alle libertà individuali, alla dignità delle persone».

Tra quelle persone, ricorda Vecchiani, c'era anche Fantozzi, «una delle tremila vittime uccise dai fascisti prima di prendere il potere».

«Sulla

sua lapide», racconta l’ex sindaco e deputato Giacomo Maccheroni, «scrissero “Assassinato da chi la bontà sempre ignorò”. Il Fascio volle cancellare quelle parole. Ce le riscrivemmo in seguito, a liberazione avvenuta».

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Pontedera Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro