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Se il frantoio racconta il cammino del teatro

Iniziano domani sera (e si andrà avanti fino al 30 marzo) gli appuntamenti degli “spazi segreti di San Miniato”. Sul palcoscenico “Finisterre” di Guarino

SAN MINIATO. Il senso di ciascun spettacolo è, prima di tutto, nel luogo che lo accoglie. Poi, certo, conta anche ciò che avviene sul palcoscenico. Con gli appuntamenti de “Il frantoio parlante”, ospiti da domani a sabato 30 marzo degli “spazi segreti di San Miniato”, l'attrazione è doppia. Il contenitore non solo conta quanto il contenuto, ma vi dialoga, alla ricerca di un'interazione emozionale che mischia il fascino di antiche mura medievali con storie di santi, di pellegrini, di peccatori, di mistiche visioni, di suggestioni popolari. Oratori, spazi ipogei, cantine, frantoi diventano nuclei narrativi di azioni teatrali che brillano dell'antica luce dell'oralità.

Dopo il successo dell'anno scorso, Andrea Mancini e “La Conchiglia di Santiago”, con questa seconda edizione realizzata in collaborazione col Comune di San Miniato, partono di nuovo alla ricerca, spiega il direttore artistico della rassegna, «di un teatro fatto di piccole cose, pensato come tributo alla parola non solo detta, ma scritta; un teatro legato a doppio filo con il passato di questa bellissima, sorprendente città».

S’inizia domani, alle 21.30, all'Oratorio di San Rocco, «una delle novità di quest'anno. In questo luogo ritrovato, che l'amministrazione comunale ha da poco restaurato con l'aiuto della Cassa di risparmio di San Miniato, va in scena “Finisterre”, lavoro di narrazione teatrale che racconta di una cittadina sul mare, a cinquanta chilometri da Santiago, dove i pellegrini si lavano dalle incrostazioni della vita, oltre che da quelle del viaggio.

È tra l’altro a Finisterre, la cittadina per secoli più a ovest del mondo, che i pellegrini raccolgono, a testimonianza del loro tragitto, le conchiglie poi diventate simbolo sia della Francigena che del Cammino di Santiago, le stesse che decorano l’abito di San Rocco, a cui questa stupenda chiesa, affacciata su piazza Bonaparte, è stata intitolata».

“Finisterre” si muove lungo filmati, poesie, racconti, letti e interpretati da Giovanni Guarino, protagonista della serata insieme allo stesso Mancini, qui impegnato nelle vesti di “lettore curioso”. A novembre si riprende «con Andrea Giuntini, l'interprete più acclamato della scorsa stagione, che insieme alla sorella Angela dà vita a “Contagiandomi di te”, con poesie d’amore dall’antichità fino ad oggi. Poi sarà la volta di Marzio Matteoli e Gloria Grazzini, con “Tra il lusco e i’ brusco”, il 17 di novembre, una serata tra il goliardico e il popolare, non a caso ospitata dal Frantoio della Briccola.

Il 24 novembre avrà invece luogo, lungo gli antichi vicoli carbonai, a partire dalle 16,30, lo spettacolo L’Alemanno, sulle tracce di un bel libro di Pier Luigi Macchioni Gotti, pubblicato da ArtEventBook. Un lavoro itinerante dove io e Alessia Baldinotti raccontiamo e cantiamo il viaggio verso Santiago di Macchioni Gotti, che sarà presente a interagire con lo spettacolo.

Il 15 dicembre, alla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, è la volta di “Scintille

sacre”, concerto-spettacolo con Marzio Matteoli e Alessia Baldinotti. Il 22 dicembre, al Frantoio della Briccola, c'è “Non toglierci l'amigdala e l'ippocampo”, divertente viaggio immaginario che quattro giovani attori propongono con divertito disincanto.

Andrea Lanini

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