Le slot tra multe e caos normativo

Intensificati controlli e sanzioni da parte di polizia municipale e Siae. I gestori nel mirino del governo

    di Sabrina Chiellini

    PONTEDERA. Non solo la polizia municipale ha effettuato controlli negli esercizi pubblici per controllare se l’installazione delle slot era conforme alla normativa. Anche la Siae nelle ultime settimane ha visitato sale giochi e bar alla ricerca di vedeogiochi non regolari rispetto a quanto richiede la complessa normativa. Non sono mancate le sanzioni, anche solo per irregolarita squisitamente burocratiche di cui gli esercenti non erano venuti a conoscenza.

    Il settore, già bersagliato dai furti (non passa mese senza che si verifichi un blitz notturno a caccia dei soldi delle slot), si sente nel mirino. In modo particolare ora che il governo pare intenzionato a rivedere la normativa sull’installazione dei giochi elettronici. Si paventa – anche se siamo ancora al livello di bozza di decreto – di autorizzare solo slot machine e videopoker che siano lontano almeno 500 metri dalle scuole di qualsiasi grado e anche dai centri giovanili o da istituti frequentati principalmente da giovani.

    Gli addetti ai lavori sorridono a sentir parlare di distanza da chiese e scuole. La normativa in vigore è già sufficiente, così rispondono i gestori di alcuni esercizi pubblici. E poi già le leggi attuali, che vietano il gioco pubblico con vincita in denaro ai minori di 18 anni, proibiscono l’installazione delle slot in luoghi vicini (senza spiegare la distanza in termini esatti) a chiese e scuole e anche a luoghi di cura.

    A occhio e croce, anche se è difficile pensare che le nuove disposizioni possano avere valore retroattivo, molte delle slot diventerebbero irregolari. I bar che hanno dei settori con le slot e le sale giochi situati vicini a scuole e parrocchie non sono pochi. «Credo che almeno il 70% degli apparecchi si trovi vicino a scuole e chiese», dice Leonardo Teressi della Tirreno Games di Navacchio che svolge la sua attività di distribuzione e gestione di apparecchi a premio presso locali pubblici in una zona abbastanza ampia che abbraccia diverse realtà della Toscana, quali Pisa, Livorno, Lucca, Massa, Carrara, Viareggio, Follonica, Cecina, Piombino e Grosseto.

    «La legge che vuole una distanza di 500 metri da chiese e scuole per installare slot è fatta da qualcuno che non sa di cosa si parla – spiega Teressi –. Andrebbe a colpire oltre il 70% delle macchine già installate e non penso che risolverebbe il problema del gioco come malattia. Quanto ai ragazzi esiste un chiaro divieto rispetto ai minori. Facciamo più controlli, dunque. Potrebbero essere inasprite le sanzioni. Le proposte contenute nella bozza del decreto sulla sanità, almeno così come ci sono state presentate, mi sembrano ridicole». Secondo Teressi, dimissionario dalla Sapar, l’associazione nazionale per le pubbliche attrazioni ricreative, la categoria deve fare di più per tutelarsi.

    «Anche il nostro settore risente della crisi – aggiunge Teressi – e le nostre percentuali sugli incassi sono inferiori rispetto a quella trattenuta dal Monopolio (che è del 14,60%) e questa normativa che si vuole approvare potrebbe essere la fine di un settore commerciale».

    Ma veniamo agli esempi concreti. Prendiamo la città di Pontedera: molti dei bar (con slot) sul corso e del centro storico sono vicini a chiese. La sala giochi Baldini è a stretto contatto con il polo scolastico. Stessa storia per Cascina: la sala giochi è a due passi dalle scuole. Gli esempi sarebbero molti altri anche nei centri minori.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 agosto 2012

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