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«Anche mio padre aspetta il restauro del Teatro»

Nella cornice del premio Ombra della sera Paola Gassman sposa la causa del recupero del complesso monumentale. Ed è un coro di voci autorevoli

VOLTERRA. «Il restauro del Teatro Romano lo sta aspettando anche mio padre». Lei è l’attrice Paola Gassman, che insieme alla regista e produttrice Maria Rosaria Omaggio ritira la “sua” Ombra della Sera e non riesce a trattenere un pensiero sul grande amore che legava il padre, il grande mattatore della scena italiana Vittorio Gassman, al Teatro Romano di Volterra e in particolare al festival Internazionale che all’opera vitruviana deve il suo nome. Un festival giunto quest’anno alla sua decima edizione che ha tradotto stabilmente in realtà quello che era il progetto di Vittorio Gassman, quando fondò nel 1987 lo stesso Volterrateatro: sfruttare il fascino “storico” e monumentale della città etrusca e soprattutto ridonare vita al Teatro Romano, riportato alla luce negli anni ’50. L’occasione per tornare a parlare del grande monumento volterrano, diventato un caso nazionale per le condizioni in cui versa, è proprio la consegna dei premi Ombra della sera che sancisce la fine di questa edizione numero dieci della kermesse diretta dal patronSimone Migliorini. «Smettiamola di sminuire questa città considerandola un piccolo paese, se la Gassman – e la voce si commuove – dice che suo padre aspetta il restauro, io dico che noi stiamo aspettando che suo padre ritorni».

L’occasione è importante e va ben oltre i confini locali con quelle 300 persone in sala al Teatro Persio Flacco: a rappresentare l’amministrazione il consigliere con delega Maurizio Righi, presente il vescovo Alberto Silvani, rappresentanti della Cassa di Risparmio di Volterra e della Fondazione.

«Sul Teatro Romano penso che in Italia abbiamo teatri antichi bellissimi che dovrebbero essere trattati a fini turistici e così a Volterra, un monumento come questo in una città antica, là tra le erbacce è un delitto», introduce la sua riflessione Ernesto G Laura, presidente della giuria che ha assegnato i premi. All’indimenticabile Archie Goodwin nella serie Nero Wolf, nonché attore di teatro e di cinema Paolo Ferrari è andato il premio alla carriera intitolato a Tommaso Fedra Inghirami. «Il desiderio di ogni uomo è restare bambini», dice mentre sottolinea la sua affezione per il Colle. Mario Mattia Giorgetti ritira il premio Jarro al giornalismo: «Mi impegnerò per la causa del Teatro Romano», dice lui che è il direttore della rivista di teatro Sipario. Gianni Guardigli ritira il premio Giovan Cosimo Villafranchi alla drammaturgia, a Susanna Branchini il riconoscimento Bruno Landi dedicato alla lirica; Ginevra Bompiano ritira il premio Unesco per la

cultura e il volterrano illustre è l’editorialista Franco Cangini.

Il premio al miglior spettacolo della stagione con Il balcone di Golda va all’attrice, figlia d’arte, Paola Gassman e alla regista Maria Rosaria Omaggio.

Francesca Suggi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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