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Sabatini torna bimbo grazie ad Alessandro

Dieci anni ancora da compiere, è un baby-attore di Selvatelle il protagonista dello spettacolo teatrale dedicato alla vita del noto ciclista di Peccioli

PECCIOLI. Giuseppe Sabatini, potenza, orgoglio e sfortuna. Un bel volto in bianco e nero che, ora come allora, sorride dalle cartoline autografate. Capelli pettinati indietro con la brillantina, profilo tagliente, sorrisi timidi da toscanaccio concessi di tanto in tanto, con parsimonia, a volte per scaramanzia, a volte a nascondere la tenacia arrabbiata di un ragazzo di provincia che tentava la scalata al proprio riscatto a furia di pedalate eleganti e sacrifici. Prima delle speranze, dei successi, delle delusioni, di una morte prematura, beffarda come una ruota che si fora a due passi dal traguardo, c'era un bambino con un sogno a forma di bicicletta. Il piccolo Giuseppe, che tutti già chiamavano col secondo nome, Libertario, il futuro atleta che di lì a poco avrebbe fatto innamorare la sua Peccioli. Oggi quel bimbo c'è di nuovo. Nel paese natale, certo: di nuovo a casa. In scena all'Anfiteatro Fonte Mazzola, con “Sui pedali della vita, Giuseppe Sabatini”, lo spettacolo che stasera, alle 21,30, dà il via all'edizione 2012 del Festival 11 Lune. Si chiama Alessandro Tonelli, di Selvatelle, dieci anni ancora da compiere («Sono appena passato in quinta. A scuola? Tutto bene, ho avuto una bella pagella. Sì che mi piace la bici, tra poco me ne comprano una nuova»). «È bello che a impersonare Sabatini, uno dei simboli sportivi di questa terra, ci sia anche un interprete del Parco Alta Valdera», dice la mamma, Debora Guerrini. «All'inizio cercavano un bambino proprio di Peccioli. Noi abbiamo detto va bene, stiamo proprio a due passi, tentiamo comunque. Quando Andrea Giuntini ci ha telefonato per dirci che, per raccontare l'infanzia del grande ciclista, voleva Alessandro, abbiamo pensato ecco, abbiamo fatto bene a provare, di sicuro sarà una bella esperienza. E infatti così è stato. Ora incrociamo le dita per la prima assoluta di stasera. Alessandro aspetta tranquillo il suo momento: siamo più agitati noi che gli stiamo intorno».

Andrea Giuntini e Katia Frese firmano a quattro mani la regia di questo lavoro prodotto dalla Fondazione PeccioliPer e a due passi dalla sua prima nazionale. Una sorta di preambolo tra arte e memoria, aspettando la prossima edizione della Coppa Sabatini, la competizione che da tanti anni tiene vivo il ricordo di quel combattente dal gran cuore e dalla sorte avversa. Sul palco, oltre al giovanissimo debuttante di Selvatelle, Matteo Donzelli, Enrico Falaschi, Roberta Geri, Leonardo Montagnani e lo stesso Andrea Giuntini, che il tortuoso percorso di Sabatini ha deciso di raccontarlo «come un mosaico, tessera dopo tessera, frammento dopo frammento. Ricorrendo a più mezzi espressivi: il teatro, la danza, il video. Attraverso il teatro, uniamo le due estremità di questa biografia travagliata e incredibilmente affascinante: l'infanzia, col piccolo Sabatini che, da apprendista in una bottega di falegname (fu così anche nella realtà), iniziava a cullare l'idea di diventare un campione di ciclismo, arrivando ad autocostruirsi la sua

prima bici; e gli ultimi giorni, all'ospedale di Livorno, con al fianco gli affetti più cari, tra cui il fratello Piero, principale fautore della nascita della competizione dedicata a Giuseppe. Aver trovato Alessandro per interpretare il piccolo Sabatini è stata una fortuna: è perfetto».

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