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Con la Vespa fino a Capo Nord

Filippo Logli e Alessandro Pierini sono partiti con una cerimonia ufficiale

PONTEDERA. Doveva essere una festa, e una festa è stata. Piazza Cavour animata dall'amorevole brontolio dei motori di uno sciame di scooter “d'ascaniani” (i mezzi del Vespa Club Pontedera, rigorosamente d'epoca, rigorosamente tirati a lucido); decine e decine di obiettivi pronti a immortalare le fasi della partenza, gli istanti precedenti l'inizio della grande impresa, Pontedera-Capo Nord e ritorno, in 30 giorni o se serve anche qualcosa di più, a bordo di un PX 125 uscito dagli stabilimenti Piaggio nel 1982, ai tempi in cui Dante, nonno del protagonista della spedizione, in quella fabbrica, in quei reparti, in quelle catene di montaggio, ancora ci lavorava: 40 anni a assemblare Vespe, con tutto l'amore e la dedizione che quella generazione di operai sapeva dare. E ora Filippo Logli, suo nipote, con l'aiuto di Alessandro Pierini, il compagno di viaggio, quell'amore e quella dedizione li onora nel modo più bello, più consono, più felicemente azzeccato: portando una Vespa in capo al mondo. Non è la prima volta, certo. In passato, già altri vespisti si sono spinti fin lassù, a “Nordkapp”, l'estrema appendice settentrionale della Norvegia, e anche verso mete più lontane.

Ma è la primissima volta che un pontederese - e Filippo, 27 anni, lo è, e ne va fiero - organizza una missione attorno al veicolo pontederese per eccellenza. Una missione sul serio, viste le forze in campo: innumerevoli sponsor, una rete di contatti già attiva da qui alla fine dell'Europa, tanti Vespa Club esteri già pronti ad accogliere i ragazzi italiani tra parate e cene di benvenuto, i più esperti vespisti del club pontederese impegnati a mettere a punto la PX nera del duo Logli-Pierini fin nei minimi dettagli (dalla distribuzione dei pesi alla regolazione dell'assetto, dalla registrazione degli ammortizzatori all'ottimizzazione degli spazi, tutto un incessante lavorìo che a nonno Dante sarebbe piaciuto un sacco). Ed è anche la prima volta che il Comune di Pontedera, che è anche il Comune della Vespa, investe ufficialmente un centauro “con le ali ai piedi” di un ruolo le cui ghiotte simbologie l'assessore Stefano Tognarelli, sabato pomeriggio sul palco coi due ragazzi e col presidente del Vespa Club Pontedera Giuseppe Stefanelli, sintetizza con rapide parole: «Lassù, sul tetto del mondo, con Filippo e Alessandro, ci sarà anche la grande storia della Vespa e della fabbrica che la costruisce da più di sessant'anni; ci sarà il nome di Pontedera, e l'affetto che per questa terra ha chiunque abbia condiviso la passione per tutto ciò che lo scooter di Corradino D'ascanio rappresenta in termini di inventiva, intraprendenza, senso di libertà». Intanto, dalle pagine di Facebook e dal suo sito, www.filippologli.it, il duo vespistico ha già iniziato

a raccontare lapropria esperienza. La mattina del 10 giugno, il primo post di Filippo: “Giorno 1. Montecatini: 44 km”. Per arrivare a Capo Nord ne mancano altri 4956. Una sciocchezza: il motore di un PX se li beve come nulla.

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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