Menu

È morto Soldaini oggi l’ultimo saluto al “ragno volante”

Lo scorso dicembre una caduta e la frattura del femore Negli anni Cinquanta il portiere arrivò nella massima serie

CASTELFRANCO. L’ultima partita, quella dovuta alle conseguenze di una brutta caduta domestica, il “ragno volante” non è riuscito a superarla. Mesi di sofferenze, l’intervento al femore che si era rotto, un lieve miglioramento e poi una serie di complicazioni.

È morto all’ospedale di Empoli, dove era stato ricoverato in seguito all’incidente domestico avvenuto alla fine dello scorso dicembre, Fabio Soldaini, 80 anni, ex portiere di squadre calcistiche di serie A e B. Oggi pomeriggio nella chiesa della Collegiata a Castelfranco ci sarà il funerale, con inizio alle 15.

In tanti, appena hanno saputo della disgrazia, sono stati a rendere omaggio alla salma di Soldaini, unendosi così al dolore dei familiari per la scomparsa del loro caro.

Soldaini era nato il 17 ottobre 1931. Cresciuto calcisticamente nella Dinamo Santa Croce, debuttò fra i professionisti nel 1950 in serie C con la maglia del Signa.

Alla fine della stagione fu riconosciuto come il miglior portiere di serie C e venne ingaggiato dal Legnano, allora militante in serie A. Debutta in massima serie nel febbraio 1952 e gioca complessivamente cinque incontri. Dopo la retrocessione del suo club, rimane nella società lombarda per altre cinque stagioni di serie B. In seguito passa al Taranto dove gioca per altri due anni fra i cadetti.

La sua ultima squadra fu la Cuoiopelli, dove chiuse la carriera a 37 anni. Poco tempo fa il Comune lo aveva premiato con la “Golden Key”, riconoscimento voluto dall’assessorato allo sport per premiare gli atleti castelfranchesi che si sono messi in luce (per Soldaini un premio alla carriera) a livello nazionale ed internazionale.

Nel 2004, in una lunga intervista pubblicata su questa cronaca, quando Soldaini aveva 73 anni, ci raccontò, insieme a tanti momenti emozionanti della sua giovinezza, che, nonostante il passare del tempo, il calcio era rimasto una sua grande passione.

Quando giocava lui gli stipendi non erano granché e per tirare avanti facevano fatica anche i divi della domenica. Non c'era neanche Sky a farti diventare famoso. Era un calcio diverso, ricordava spesso Soldaini, che per tanti anni ha continuato a fare il calzolaio per potersi mantenere e continuare a inseguire i sogni di calciatore. Carriera che ha poi concluso in “famiglia” nella Cuoiopelli in C2 ricevendo in quegli

anni anche una convocazione nella squadra delle vecchie glorie della Nazionale proprio come riconoscimento di quanto aveva realizzato nel mondo del calcio.

E oggi in tanti daranno a Soldaini l’ultimo saluto.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Pontedera Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro