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Occupata la Torre di Pisa,
continua la protesta degli studenti

Gli studenti hanno preso d'assalto la Torre Pendente e dopo aver forzato il blocco sono saliti sul monumento per calare degli striscioni di protesta. Una volta scesi hanno occupato la stazione ferroviaria di San Rossore bloccando due treni di pendolari

L'OCCUPAZIONE DELLA TORRE



PISA. La prima giornata di mobilitazione studentesca a Pisa è stata dedicata al blocco della circolazione (ponti, stazione, aeroporto), la seconda si è rivolta «ai tetti» e quindi al traguardo più ambito da decenni per tutti i generi di proteste, la torre pendente, da cui è stato srotolato uno striscione di 25 metri con cui si chiede lo sciopero generale.

Eppoi la torre Guelfa della Cittadella e poi la cupola dell’osservatorio astronomico. Si è avvicinata al cielo la protesta contro la riforma Gelmini di studenti universitari, affiancati da ricercatori e precari. Nel pomeriggio, il movimento ha proseguito la sua battaglia contro la riforma «che seppellirà l’università pubblica» occupando l’aula magna di Medicina e dopo la stazione ferroviaria di San Rossore. Quindi, immancabile sfilata per le vie del centro e infine, nella notte, l’assemblea per decidere la strategia di oggi e come andare avanti, ad oltranza, fino a martedì, quando il ddl tornerà alla Camera per il voto.

Dai tetti raggiunti sono stati srotolati striscioni: su tutti c’era scritto «ritirate il ddl». Rocambolesco l’assalto alla torre per salire all’ambita vetta: una quindicina di giovani sono saliti a volto scoperto, senza pagare il biglietto e vincendo la resistenza tentata dagli addetti al controllo dell’Opera della Primaziale Pisana, che tutela i monumenti di piazza dei Miracoli. Da lì è sceso giù uno striscione di 25 metri. «No alla riforma, sciopero generale»: c’era scritto. I più divertiti erano i turisti, dispiaciuti di non poter salire sul monumento, ma solidali con la protesta al punto da farsi immortalare, in molti, con i ragazzi, sotto il campanile più famoso del mondo.

Qualche momento di tensione c’è stato verso le tre del pomeriggio, quando alcuni manifestanti hanno tentato di portare generi di conforto, dei panini, agli occupanti: sono stati però questa volta bloccati alla porta dalle guardie dell’Opera fra spintoni reciproci. Contusa un’addetta alla sorveglianza, colpita alla nuca, e fallita l’impresa. Un gruppo di studenti si è avvicinato a quel punto al campanile gridando: «Vergogna, vergogna». Il presidio infine si è concluso alle 15.45, quando gli occupanti hanno annunciato la discesa e sono usciti, alla spicciolata, coperti dagli striscioni dei compagni per dribblare le mosse della Digos, levandosi i passamontagna, accolti da un’ovazione. Grande delusione alla chiusura delle porte del monumento da parte delle guardie salite su a staccare gli striscioni. «Tanto risaliamo quando vogliamo»: hanno gridato i ragazzi.

Ammontano intanto a quasi cinquemila euro i danni subiti dall’Opera per i mancati incassi alla biglietteria della torre (erano otto i gruppi organizzati prenotati per la visita), più le spese di pulizia straordinaria ai vialetti. I momenti di maggiore tensione si sono avuti alla stazione di San Rossore, con gruppi che hanno occupato i binari, provocando il blocco di numerosi treni e reali situazioni di pericolo per chi attraversava i binari per un convoglio il cui macchinista non si sarebbe accorto dei manifestanti.

Polizia e carabinieri sono stati anche loro impegnati per tutto il giorno a seguire gli studenti. E sarebbero decine le denunce in arrivo dopo che saranno visionati i filmati della Digos.

(hanno collaborato Gianluca Campanella ed Enrico Santus)

GLI STUDENTI IN CIMA ALLA TORRE

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