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Martedì un’assemblea pubblica nella quale sarà presentato il progetto

C'è da salvare il campanile che pende come la torre di Pisa

 PONSACCO. "S.O.S. Campanile" sarà il titolo dell'assemblea pubblica che si terrà martedì alle 21.15 all'auditorium Meliani in via don Minzoni. Servirà per presentare il progetto di consolidamento e restauro del campanile della Chiesa di S. Giovanni Evangelista.  I lavori inizieranno la prossima primavera, ma occorreranno circa 500mila euro e la parrocchia non ha a disposizione questa somma. Sarà necessario trovare sponsor pubblici o privati che siano, anche i cittadini stessi che abbiamo a cuore il proprio campanile e, di conseguenza, il proprio paese. Si è già insediata una commissione tecnico scientifica che sta lavorando al progetto ed ai relativi interventi. Il campanile è un monumento per la città del mobile di valenza religiosa e storica, si pensi che fino al dopoguerra le sue campane scandivano anche l'inizio del consiglio comunale.  Pende come la Torre di Pisa, anche se con una gradazione inferiore, visto che il baricentro è solo leggermente spostato, e ha avuto un problema durante la costruzione. Già allora il capo-mastro Paoletti insieme all'ingegner Torracchi di Firenze cercarono di correggere, anche se furono costretti a operare così per problemi di confine. La torre campanaria è del 1870, alta 36 metri e con 5 campane, necessita di un'opera importante di consolidamento, visto l'aumento della sua pendenza, anche se per ora non ci sono pericoli per cose o persone, ma un intervento tempestivo è necessario, anche per il restauro dell'intonaco vecchio, oggi danneggiato da alcune infiltrazioni.  A presentare l'iniziativa c'erano Alessandro Cicarelli, sindaco di Ponsacco; don Renzo Nencioni, parroco e membro del comitato tecnico scientifico; l'assessore alla cultura, Roberto Chiarugi; l'assessore al commercio, Tommaso Baldacci; e per il comitato tecnico scientifico: Leonardo Mattolini, Gabriele Nannetti,Claudio Salvadori, Lido Sartini, Giovanni Ghelli, Giorgio Lombardi e Attilio Toni. «Occorrerà bloccare quanto prima l'inclinazione del campanile - sottolinea Leonardo Mattolini, ingenere - La torre campanaria non è stata costruita in asse ed in più poggia su di un terreno argilloso che non ha favorito la stabilità già precaria. A oggi non ci sono pericoli, ma prima si interviene e meglio è per la sicurezza di tutti. Interventi sull'intonaco
del campanile sono già stati effettuati, ma non sono ancora sufficienti. Inoltre per diminuire la pendenza occorrerà anche consolidare la fondazione con l'inserimento di micro-pali di calcestruzzo e bloccare l'inclinazione».

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