"Guidino" torna in Mediaset dopo sei anni di esilio forzato

    di Paola Silvi  PONTEDERA. Ogni reality ha la sua bestemmia e ogni bestemmia merita la sua polemica. Le lacrime e i pentimenti postumi sono inutili e la punizione è sempre esemplare. Ma le conseguenze un po' meno. Quella volta a innescare il meccanismo fu il pontederese Guido Genovesi.  Al "Grande Fratello 5" Genovesi offese in diretta tv la religione. Fu immediatamente escluso dal programma. Ieri pomeriggio, dopo 6 anni di censura mediatica, Guido è tornato sul grande schermo a "Domenica 5". Riabilitato. «Sono molto emozionato», ha detto il pontederese, subito dopo il bacio a Barbara D'Urso. «Già tartaglio, figuriamoci adesso». E poi ha aggiunto: «Mi scuso ancora per lo scatto d'ira al Gf. Ho un senso di colpa forte e una coscienza severa. Non avrei dovuto bestemmiare e ho pagato». A quel tempo non servì a molto il suo atto di dolore pubblico. Né il mea culpa in una puntata speciale registrata un paio di giorni dopo la cacciata né tanto meno il "processo" davanti al giudice Santi Licheri, negli studi di "Buona Domenica", con Maurizio Costanzo. Guido, dopo il gesto estremo, è stato oscurato. Addirittura ombreggiato nei clip in onda. Niente inviti alle trasmissioni di Mediaset, niente ospitate con gli altri "fratellini".  «L'unica volta che avrei dovuto tartagliare non l'ho fatto». Guido scherza con la sua immancabile ironia ma associa la battuta alla riflessione. «È il contesto nel quale l'intemperanza prende forma che conta. E la volontarietà dell'azione. La bestemmia è un atto di grande maleducazione, ma se non c'è intenzionalità anche la filosofia cristiana predica il perdono». Non parla di giustizia o ingiustizia. Incalzato dalla D'Urso, non dice mai di essere stato trattato in maniera diversa rispetto agli altri colleghi dalla lingua agitata e tagliente. Ma la differenza si vede comunque. Quella del pontederese fa parte di una lunga serie già alimentata da Roberto da Crema che bestemmiò a "La fattoria", da Ceccherini a "L'isola dei Famosi" fino a Massimo Scattarella, nell'ultima edizione del Gf. Tutti banditi ma riemersi dalle ceneri in pochi giorni. «Quando in famiglia mi scappa una parolaccia - continua - mia figlia pronta ribatte: babbo stai attento altrimenti ti butto fuori di casa».  Guidino, nonostante il vortice delle polemiche, non si è mai arreso e ha continuato la sua vita di sempre. «Conduco una trasmissione su Canale50 - riassume - e scrivo poesie». Una in particolare, nata dalla sua penna fantasiosa, si intitola "Esilio". "Cantami o diva l'ira del funesto Guidino", recita l'autore stavolta senza inciampi. E conclude l'ode: «Allora caro pubblico ascolta: il moralismo è la morale di chi morale non ne ha».
    3 maggio 2010
     

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