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I ricciarelli? Sono nati a Volterra durante il Medioevo

Ricciardetto della Gherardesca o il pittore "Braghettone" i due possibili inventori dei dolcetti

 VOLTERRA. I mille volti di Volterra: da città degli etruschi a patria dei dolci di mandorle per eccellenza. I ricciarelli. Il fil rouge che lega Volterra ai ricciarelli si srotola nel Medioevo.  Favole antiche. Miti. Fatti storici. Una leggenda narra che il primo ad introdurre sulle tavole italiane questi squisiti dolci fosse un certo Ricciardetto della Gherardesca, tornato nella sua dimora volterrana dopo le crociate. La ricetta a base di mandorle e miele pare sia giunta all'ombra dei Priori dall'oriente. E per alcuni studiosi il nome "ricciarelli" deriverebbe proprio dal crociato toscano, per altri dalle calzature arricciate dei sultani arabi. Ma le storie locali accennano anche ad un'ulteriore matassa fantastica che potrebbe unire Volterra ai prelibati biscotti. Stavolta il protagonista sarebbe Daniele Ricciarelli, membro della famosa famiglia volterrana di nobili e magistrati e il collegamento si troverebbe nella curiosa omonimia del personaggio e dei dolci. La fama di Daniele Ricciarelli in realtà si deve alle sue doti di pittore. Meglio noto come il Braghettone, viene ricordato per aver ricoperto con vestiti e foglie di fico i genitali dell'affresco del "Giudizio Universale" nella Cappella Sistina, nel 1565, poco dopo che il Concilio di Trento aveva condannato la nudità nell'arte religiosa. Le coincidenze però non finiscono qui. Nella rivista multimediale di alimentazione e tradizione "Taccuini storici" si legge che sulla carta che avvolge i ricciarelli comparirebbe «l'immagine di due cavalli alati che rimanda alla scultura originale conservata nel museo archeologico di Volterra, città legata appunto al casato dei Gherardesca». Ed è su quest'ardita associazione che sorgono dei dubbi. «Al museo etrusco - spiega Alessandro Furiesi, dirigente del settore cultura del comune di Volterra - non ci sono cavalli alati. Queste rappresentazioni si trovano a Tarquinia. Da noi possiamo ammirare, sulle urne etrusche, bighe o quadrighe ma guidate da un auriga. Per il resto, a Volterra sono sempre circolate voci sulla famiglia Ricciarelli come inventrice culinaria dei dolci. Nei ricettari
medievali volterrani del 1400 spesso sono citati, come prelibatezze tradizionali, biscotti fatti con mandorle. Così come sono citati il pecorino e le uova». Ma basta spostarci di pochi chilometri ed assaggiare i ricciarelli di Pomarance per scoprire radici enogastronomiche altrettanto ghiotte.

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