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L'addio all'imprenditore dell'orzo

Oggi i funerali di Gianfranco Crastan a Villa Belvedere di Crespina

 CRESPINA. Stamani, nella cappella della sua abitazione, Villa Belvedere, sarà dato l'ultimo saluto a Gianfranco Crastan, presidente dell'azienda che porta il suo nome e che produce, da oltre 130 anni, surrogati del caffè e di altri generi alimentari e bevande.  Gianfranco Crastan è morto martedì in una clinica di Massa dove la scorsa settimana aveva subito un intervento chirurgico alle coronarie. Avrebbe compiuto 84 anni il 20 maggio. La Valdera perde, così, una delle figure imprenditoriali più importanti dell'ultimo secolo. La storia della famiglia Crastan si intreccia ripetutamente con quella di Pontedera e di Crespina, dove Gianfranco Crastan aveva deciso di vivere, da oltre 50 anni, quando acquistò la storica dimora di Villa Belvedere. «Era un uomo riservato - racconta Thomas D'Addona, sindaco di Crespina - ma anche dotato di una intelligenza e di una lucidità di analisi senza pari. Aveva una cultura e una padronanza di linguaggio, oltre che un'ironia, che lo rendevano un piacevole compagno di conversazioni. Con noi dell'amministrazione è stato sempre molto disponibile, quando abbiamo chiesto la sua collaborazione per organizzare eventi nel parco della sua villa».  Padre di Alberto, amministratore delegato dell'azienda e di Barbara, che fa parte del consiglio di amministrazione della «Crastan», Gianfranco aveva sposato in seconde nozze Bona Salviati, discendente della casata della tenuta di Migliarino-San Rossore. La «Crastan» ha sede ancora in via Primo Maggio, dov'era la produzione quando, nel 1870, la fabbrica venne fondata. Pochi anni dopo, ai primi del Novecento, lo stabilimento assunse dimensioni e mentalità produttive industriali. E negli anni Trenta sono nati, in quello stabilimento, marchi storici, famosi in tutta Italia: Caffeol, Moretto. Poi, negli anni Cinquanta, arriva "Orzo Pupo", diffuso in tutta Italia.
Fino a passare - in età più recenti - alla produzione dei solubili e dei prodotti biologici. Al 2001 risale l'apertura del nuovo stabilimento a Gello. Mentre l'area di via Primo Maggio sarà, a breve, interessata da una lottizzazione.

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