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Le primedonne di Pontedera

Secco 2-0 finale contro Ancona per mettere il suggello

 PONTEDERA. Era data per la più forte e l'ha fatto vedere. Era definita una corazzata e ha abbattuto tutte le altre senza tentennamenti. Doveva vincere il campionato di serie A2 di basket femminile e così è stato. La Castellani Pontedera è questa: sul parquet di Ancona ha messo il sigillo a una stagione condotta sempre in testa, andando a vincere in casa dello Sma la gara2 della finale dei playoff, e raggiungendo Livorno: nella speranza che ce la faccia anche Lucca.

 E anche questa è un'impresa: non era mai accaduto di vedere un 2-0 secco in finale. Lo dice pure il presidente Riccardo Caponi, commentando ieri nel primo pomeriggio in piazza del Comune a Pontedera all'arrivo del pullman con le vincitrici, prima di essere ricevuti in municipio per i complimenti. Il sindaco Paolo Marconcini lo fa «a nome della città. Questa amministrazione comunale ringrazia la Castellani Basket per il grande risultato sportivo: una squadra di Pontedera raggiunge i vertici dello sport nazionale. Un risultato ottenuto grazie alla determinazione, alle qualità e al sacrificio delle atlete, dei tecnici e della dirigenza. Pontedera - conclude - è orgogliosa di questo risultato che giunge a compimento di una crescita forte del movimento sportivo in questa città che riesce a imporre propri atleti, dall'atletica, al biliardo, dal canotaggio al basket».

 La festa vera ci sarà. Dopo. Perché la promozione va bene, ma le fatiche non sono finite. Se l'appetito vien mangiando, le ragazze della Castellani, il loro coach Claudio Carretti, il vice Paolo Pianigiani e il "pres" Caponi sono affamati. E ora puntano alla grande accoppiata, che è pure un bis: la vittoria della Coppa Italia, nella fine settimana del 30 e 31 prossimi, che tra l'altro si gioca al PalaBellaria di Pontedera. In casa. L'hanno vinta già l'anno scorso ad Ancona («Un campo che ci porta fortuna», sottolinea il presidente) e vogliono ripetersi tra 10 giorni. Martedì è già tempo di allenamenti intensi per affrontare - e battere - Ducato Lucca, Marghera e Chieti. La final four inizia sabato 30 con finali domenica 31.

 La capitano Silvia Martinello non smette di caricare le compagne: «Ora che ci siamo dobbiamo proseguire e mettere in bacheca anche la Coppa». Intanto sventola la retina del canestro, nel basket usanza da tagliare da parte della squadra promossa. «Se è per questo - ammette - mi sono portata via la palla della partita». Siete veramente un gruppo? «Oh sì. È questo forse il nostro segreto, quello che ci ha permesso questa splendida cavalcata. Siamo forti, è vero, ma non sono mancati nell'arco della stagione momenti difficili, anche per degli infortuni: ebbene, senza la nostra coesione sarebbe saltato tutto».

 Che la castellani sia un bel gruppo lo conferma il presidente Caponi: «Le ragazze sono amiche anche fuori dal parquet». E Silvia Mazzoni condivide il concetto e guarda pure lei al prossimo appuntamento in Coppa: «Giochiamo qui a Pontedera e non vogliamo buttar via l'opportunità di fare il bis».

 E il tecnico? Dopo aver stretto le mani agli sportivi, Carretti fa una disamina della stagione: «Ci davano come i più forti e l'abbiamo dimostrato. Non sempre riesce perché le altre squadre s'impegnano di più dovendo affrontare la prima della classe». Sì, prima in tutti i sensi: solo 3 sconfitte su 26 gare della regular season (Pomezia in casa, ad Ancona e contro Siena nell'ultima giornata quando i giochi erano fatti) e ben 12 punti sulla più vicina inseguitrice. È la risposta allo strano regolamento - chiediamo al tecnico Claudio Carretti - che non ha permesso alla leader di salire di diritto in A1, con le vostre imprese sotto canestro? «Abbiamo fatto vedere che siamo stati grandi. Non c'è e non voglio fare polemica. Diciamo che abbiamo fatto un campionato perfetto, avvalorato poi dalla bella prova nei playoff. Ora questa promozione ci deve dare un'ulteriore carica per portare a casa la Coppa Italia».

 Mister Carretti, rimarrà in serie A1? «Il mio contratto scade
a metà giugno, vedremo con la società cosa fare». Anche il presidente su questo glissa: «Fateci pensare alla Coppa, poi una decina di giorni di riposo e ci metteremo a tavolino. Il nostro intento è mantenere il gruppo il più possibile: sono tutte primedonne e l'hanno fatto vedere. Così col mister».

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