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A Palazzo Fabroni le visioni di Giovanni Frangi - foto e video

A Palazzo Fabroni le visioni di Giovanni Frangi - foto e video

Gran pubblico all’inaugurazione, la mostra rimarrà aperta fino al 12 aprile

PISTOIA. Tanta gente all’inaugurazione, sabato pomeriggio 4 febbraio a Palazzo Fabroni, della mostra Prêt-à-porter di Giovanni Frangi, uno degli eventi-cardine del programma di Pistoia Capitale italiana della Cultura. La mostra è a cura di Giovanni Agosti, promossa e realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni. Sarà aperta al pubblico fino al 2 aprile.

Palazzo Fabroni, con le sue finestre affacciate su scorci diversi e opposti della città, è il punto di partenza per un percorso espositivo che si snoda in dodici ambienti ed è costruito su un sistema binario di rappresentazione. Da sempre, infatti, il lavoro di Giovanni Frangi si sviluppa a partire dalle cose che l'artista ha direttamente sperimentato: le persone, i luoghi, la vita.

Frangi: una mostra unica Breve intervista all'artista Giovanni Frangi in occasione della inaugurazione della sua mostra "Pret a Porter" a Palazzo Fabroni. Video di Lorenzo Gori

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Prêt-à-porter è dunque un progetto in cui il luogo e la sua particolare configurazione diventano parte determinante del processo creativo: le sale di Palazzo Fabroni affacciate su via Sant'Andrea, dove si staglia l'omonima chiesa romanica con le caratteristiche strisce bicrome, ospitano opere realizzate in bianco e nero, nelle prime cinque stanze e nelle ultime, la 11 e la 12.

Dall'altro lato lo sguardo dello spettatore può scorgere dalle finestre, oltre Piazza del Carmine, l'antico Ospedale del Ceppo, il cui loggiato è ornato dal celebre fregio policromo in terracotta invetriata, che ha ispirato la disposizione in mostra, nelle sale 6-10, delle opere di Frangi di colori diversi.

Gli spazi settecenteschi di Palazzo Fabroni offrono dunque un'ulteriore possibilità di espressione alla ricerca di Frangi, che, come già avvenuto (per esempio a Villa Panza a Varese e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), trova ispirazione da un luogo preciso. L'esposizione è infatti concepita interamente per gli spazi che la accolgono e comprende non solo opere già esistenti e realizzate in momenti diversi della carriera dell'artista, ma anche nuovi lavori. Non si tratta quindi di una retrospettiva, ma di una riflessione sulle stagioni del lavoro di Frangi e sulle analogie e gli scarti tra opere realizzate a distanza di tempo.

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