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Il dottor Bonacchi torna in vasca a caccia del pass per gli Europei

Fresco di laurea in Economia, il forte dorsista pistoiese di nuovo alle gare ai Giochi del Mediterraneo «Un posto a Glasgow sarebbe bellissimo. Il nuoto è importante, lo studio è un’altra priorità» 

PISTOIA. Nella cultura della Grecia antica, la corona di alloro simboleggiava sapienza e gloria ed era il tributo d'onore ai sommi poeti, matematici e sapienti in genere come ai campioni dello sport. Sapienza e gloria sportiva che si fondono nel “bronzo di Riace” dello sport pistoiese, il neo-dottor Niccolò Bonacchi, che stamani torna in vasca a Tarragona, nella prima giornata del nuoto ai 18° Giochi del Mediterraneo, dopo una prima parte di stagione importante in cui il dorsista ventiquattrenne ha “trovato” anche il tempo per laurearsi in Economia.

Corona d'alloro per la laurea triennale tanto più preziosa perché conseguita a pochi giorni dall’argento conquistato ai campionati italiani assoluti all'inizio di aprile. In quei 50 dorso che lo vedranno protagonista nelle vasche catalane, cercando un super tempo per provare a conquistare la finale e uno degli ultimi pass per l'Europeo di Glasgow in programma ad agosto.

Un sogno, quello di prolungare l'estate azzurra e far parte dell'Italnuoto nella rassegna continentale, a cui Bonacchi tiene molto. Un traguardo non facile, vista la concorrenza interna, in un Italnuoto davvero di altissimo livello che a Tarragona schiera molti big, compresi il campione italiano nei 50 e 100 dorso Sabbioni, Ciccarese e Restivo. Un traguardo per cui Nik ha lavorato sodo dopo la beffa degli Italiani (per soli 5 decimi ha mancato l'oro tricolore e il pass diretto per l'Europeo), riuscendo come ha fatto da sempre, a dividersi tra studio e sport. Conquistando in questa stagione la vittoria più importante fuori dalla vasca, nelle stanze del polo universitario di Novoli dove ha discusso la sua tesi nel periodo di “pieno” dell’attività agonistica che per i nuotatori va dalla primavera all’estate inoltrata.

Uno spot, quello del "dottor Bonacchi", perfetto in un paese dove spesso scuola e sport sono nemici e dove spesso per fare sport a livello agonistico, si abbandonano gli studi. «I Giochi del Mediterraneo per me sono molto importanti- dice Bonacchi- proverò ancora a qualificarmi per essere a Glasgow e partecipare ad un nuovo Europeo. Sarebbe bellissimo. Per me il nuoto è importante ma lo studio è un’altra priorità. Lo è sempre stato, con Max (Lombardi, lo storico allenatore della Nuotatori ndr) è sempre stata una scelta condivisa e il supporto della squadra è stato fondamentale per la mia laurea. Così come la disponibilità dei professori: già rispetto al liceo (è diplomato allo Scientifico “Amedeo di Savoia”, ndr), l’università ha un’organizzazione più elastica».

Capita così che lo sport, diventi anche una disciplina di studio: Bonacchi si è laureato con una tesi in “Analisi di bilancio: ruolo e importanza. Il caso Fin” con la professoressa Silvia Tissi che cura il corso “programmazione e controllo” alla facoltà di Economia dell’Università di Firenze.

«Abbiamo pensato ad un argomento che conosco bene- dice il dorsista tesserato per Nuotatori Pistoiesi e Centro Sportivo Esercito- e visto che i bilanci sono pubblici, abbiamo esaminato quelli della Federazione Italiana Nuoto dal 2013 al 2016. E’ interessante vedere come distribuisce il contributo del Coni tra i vari sport acquatici, i finanziamenti agli eventi».

Un modo per parlare di sport in maniera diversa, se l’orizzonte di Bonacchi a 24 anni rimane giustamente quello di un atleta. «Andare avanti con lo studio per

gli sportivi rimane difficile – dice lo “squalo” del Boario, soprannome dovuto alla “venerazione” di Nik per il “cannibale” dello sport mondiale, l'americano Michael Phelps - serve tanta forza di volontà per crearti un futuro anche dopo il nuoto».

Elisa Pacini

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