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«Due grandi fortune: giocare e allenare qui»

L’addio al Pistoia Basket di coach Vincenzo Esposito con la promessa che continuerà ad essere al fianco dei biancorossi

PISTOIA. La voglia di scherzare e sdrammatizzare che lo ha contraddistinto quando in campo era letale come giocatore sia in Italia che in Nba e anche da allenatore, non manca in Vincenzo Esposito. Nemmeno adesso, nel momento dell’addio, dopo tre anni pieni più di soddisfazioni che di problemi, con il Pistoia Basket.

«So che qua c’è la mia seconda casa – sorride Esposito – anche se onestamente non saprei nemmeno dove ho la prima, perché fra Las Vegas, Spagna, Caserta e Bologna c’è solo gran confusione. Quello che ho vissuto qua a Pistoia, prima da giocatore e poi da allenatore, rimarrà sempre dentro di me. E posso dire tranquillamente che far capire alla mia famiglia che c’era da mettere in ponte un trasferimento non è stato facile, perché qua stiamo benissimo. Quindi non vi stupite se, nei periodi di pausa, mi vedrete a giro per la città, perché qua tornerò. E siccome mi sento oramai un pistoiese adottato, Giulio (Iozzelli, ndr) sa che ho dato la mia disponibilità, nei limiti del possibile ovvio, a qualsiasi tipo di aiuto, sostegno, informazione su quel che riterranno più opportuno: sono stata una persona fortunata a scegliere Pistoia».

Parole tutt’altro che banali quelle di Vincenzo Esposito che, così, chiude la sua avventura col Pistoia Basket e sta per aprire quella col Banco di Sardegna Sassari. Una conferenza stampa d’addio con una ventina di tifosi pronti ad ascoltarlo, anche se non era al top della condizione, visto che negli ultimi giorni ha avuto qualche problema di salute del tutto inatteso. Ma, si sa, quando si allenta lo stress il corpo poi butta tutto fuori.

«Con i ringraziamenti potrei scrivere un libro – aggiunge “El Diablo” – ma per racchiudere tutto posso dire che nella vita ho avuto due grosse fortune. La prima circa 18 anni fa, quando da giocatore sono finito a Pistoia. Era un momento difficile della mia carriera e quella scelta mi cambiò la vita. La seconda è quella di aver firmato da allenatore per questa società quando ancora ero all’inizio dell’avventura come coach in Serie A: tutti hanno creduto in me e mi hanno dato la possibilità di allenare, e quello che mi ha maggiormente colpito è che prima di occuparsi di Esposito allenatore si sono interessati all’Esposito persona. Se non avessi avuto intorno questo ambiente, non avrei raggiunto certi traguardi».

Il tecnico casertano chiude dopo 98 partite da capo allenatore, un titolo di “coach dell’anno” nel 2016-17, una storica qualificazione alla Coppa Italia, due playoff ed una salvezza soffertissima.

Ma ora non è più tempo di guardare indietro.

«È un momento molto difficile per la pallacanestro italiana – chiosa Vincenzo Esposito – ed il Pistoia Basket ha bisogno del sostegno di tutti: la città deve stare vicina alla società e al nuovo allenatore che arriverà, perché solo così qua si può continuare ad ottenere risultati che altri raggiungono con risorse economiche molto più elevate» .

Grazie “Diablo”,

a nome di tutta la città. Adesso si volta pagina: Esposito pronto a tuffarsi nel Mar di Sardegna, il Pistoia Basket per il momento verso l’incertezza. Ma il tempo stringe ed a breve potranno, e dovranno, arrivare novità su tutti i fronti aperti.

Saverio Melegari

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