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The Flexx asfaltata dalla Sidigas Avellino

I campani impongono trenta punti di scarto sui biancorossi

AVELLINO. Rimaneggiata ma soprattutto troppo presto rinunciataria, la The Flexx viene divorata dai lupi irpini e sbatte ancora una volta nel tabù Pala Del Mauro dove non ha mai vinto in serie A. Se le difficoltà della gara di Avellino erano note a tutti, visto il valore degli avversari in testa alla classifica e le condizioni fisiche precarie dei biancorossi, il meno trenta impietoso che la Sidigas ha inflitto alla The Flexx è figlio di una prestazione insufficiente su tutti i fronti dei biancorossi. Che stride con le ultime prove di una squadra che aveva dato segnali di risveglio, come evidenziato anche da Esposito alla vigilia. Segnali che sono mestamente naufragati ad Avellino non tanto per la sconfitta, ma per i toni da Caporetto della prestazione biancorossa. Spiegabile solo in parte con il divario tecnico risaputo e rimarcato tra Rich e soci e una The Flexx piena di cerotti, senza Bond e Barbon e con Mian e soprattutto McGee evidentemente non al top. Perché al di là della sconfitta ci sono quei 101 punti subiti, di cui 51 già all’intervallo a pesare. C’è quel secondo quarto showtime della Sidigas che ha chiuso la gara con 14 schiacciate totali ad aleggiare sul fantasma della difesa biancorossa. Perché questi numeri che oltre ad evidenziare la propensione allo spettacolo di chi li fa, marca a chiare lettere l’apporto nullo di chi dovrebbe impedirlo. Nonostante da una parte ci sia una squadra che punta al tricolore e dall’altra una che ha nella salvezza il suo scudetto, da inseguire senza staccare i piedi da terra dopo la lunga sosta in cui “digerire” il trentello incassato ad Avellino. C’è la sudditanza totale a rimbalzo di Pistoia (30 quelli catturati contro i 40 irpini) che, sotto i tabelloni, solitamente ha numeri da big. C’è l’assenza di fatto dell’apporto di giocatori come Ivanov o Diawara che, in situazioni come queste di emergenza, dovrebbero essere i salvagente della The Flexx. C’è una squadra che smette di essere squadra di fronte alle difficoltà, facendo un passo indietro rispetto alla vittoria di Cremona. La gara vera di fatto c’è stata solo nel primo quarto: Ivanov illude segnando i primi tre punti di Pistoia (2-3) mentre Fesenko risponde segnando i primi 8 di Avellino che valgono il pareggio di casa dopo l’iniziale vantaggio ospite 6– 8 con Moore. Rich inizia ad accarezzare il canestro, portando avanti i suoi anche se Pistoia con McGee e Gaspardo sembra rimanere in scia (22– 17). L’ultimo canestro del primo quarto è lo specchio di quella che sarà la gara di lì in poi: Fitipaldo rimette e pesca Ndiaye che schiaccia il primo di una serie di alley hoop in testa ad Ivanov. Canestri che infiammano il pubblico del Pala Del Mauro e che, insieme alla scarica di triple irpine nel secondo quarto (3 Scrubbs più Zerini e Leunen), scavano un solco con Pistoia che passa dal –8 (27– 19) al – 15 (38– 23), fino al 51– 35 di metà tempo. Moore da capitano con due siluri prova a scuotere i suoi ma laThe Flexx è nel frullatore irpino. Dopo la pausa, Pistoia prova a correre sull’asse Moore–Gaspardo (56– 39) ma le tante responsabilità che sente di avere il capitano, viste le difficoltà di McGee, alla lunga portano anche lui ad affrettare tiri e regalare possessi. Due tecnici in serie, panchina ed Ivanov, spingono Fesenko ai punti del +20 ed inabissano Pistoia. Al 26’Avellino è avanti 70– 47, manca una vita ma in campo la partita sembra stra finita. Una sensazione che va avanti per tutta la ripresa, nonostante l’unico lampo ad inizio quarto periodo quando Laquintana prova a dare un senso alla sua serata con 5 punti filati che picconano il divario (80– 61). Il lampo dura pochi secondi, prima che Ndyaie riprenda posto in area (nell’ultimo quarto fa 5 punti in 1’) spingendo i suoi al centello che arriva con Wells, Scrubbs, Fitipaldo e la tripla del “millenials” Sabatino.

In una serata grigia, le buone notizie per la The Flexx vengono dagli altri campi dove le avversarie nella lotta salvezza hanno perso (Brindisi contro Milano, Capo d’Orlando contro la rilanciata Reggio Emilia, Pesaro contro Torino) lasciando tutto invariato in zona salvezza.

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