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«Arbitri, lasciateci giocare a basket»

L’appello di McGee, spesso nel mirino dei fischietti: mi sono stati fischiati falli senza che abbia neanche toccato gli avversari

PISTOIA. Si attacca alla fiducia di Tyrus McGee, la The Flexx verso il primo “spareggio” salvezza, domenica prossima contro Capo d’Orlando che ha appena aggregato Luca Campani (lungo ex Varese). Non potrebbe essere altrimenti visto che l’esterno nato in Okhaloma, è arrivato per essere un leader salvo poi sbattere su un girone d’andata complicato per l’infortunio al polso. Non potrebbe essere altrimenti visto che, nonostante un rientro non facile, oltretutto in una squadra cambiata, i suoi punti rimangono per la corsa salvezza della The Flexx.

FIDUCIA. Parlando del girone d’andata, McGee ripercorre la via crucis sua e della squadra. «Abbiamo iniziato molto bene la stagione – dice la guardia che proprio a Capo d’Orlando ha esordito in Italia nel 2014 – poi c’è stato il mio infortunio, quello di Sanadze e altri problemi fisici. Sono arrivati nuovi giocatori, qualcuno è andato via così che ci siamo allenati sempre con la squadra che cambiava. È cambiato l’atteggiamento rispetto alla preseason? Non credo, perché sono cambiati i giocatori ma non lo spirito di una squadra che rema tutta nella stessa direzione. I nuovi giocatori stanno trovando il loro ruolo. Penso che ci stiamo avvicinando alla squadra che vogliamo essere».

SETE DI VITTORIA. «Veniamo da due partite molto buone – continua McGee parlando delle gare contro Milano e Brescia – sappiamo che la sfida contro Capo d’Orlando è fondamentale, in noi c’è tanta sete di vittoria visto che è tanto che non vinciamo. Ci arriviamo preparati e con la fiducia della vittoria dell’andata e del giocare questa importante sfida in casa». Il numero 3 biancorosso evidenzia a più riprese la compattezza di un gruppo che, in campo, non ha dato sempre la stessa sensazione. «Dobbiamo continuare a lavorare insieme– continua McGee– in questa squadra non ci sono giocatori egoisti. Siamo un gruppo che sta bene insieme. L’anno scorso ho vinto lo scudetto con Venezia e ora siamo ultimi? Io non ci penso, se non per portare la mia esperienza».

LEADER. I numeri offensivi di Tyrus McGee a Pistoia sono i peggiori dal suo arrivo in Italia: 12, 7 punti di media nelle 10 gare giocate, 47% da due e 36% da tre, picco negativo dal 2014 ad oggi. Per questo, infortunio a parte, come la squadra anche lui cerca riscatto nel girone di ritorno. «Anche per me da domenica può essere un nuovo inizio, io sono arrivato come il leader e cercherò di fare quello che tutti si aspettano d me. Ma siamo una squadra, è quello che ripeto sempre ai ragazzi. Ci sono io e soprattutto c’è Ronnie Moore che è il nostro capitano, una persona positiva che ci sprona sempre a fare meglio e che dobbiamo seguire». Nel girone d’andata McGee ha avuto un altro ostacolo da superare, i falli precoci. «Nel basket ci sono spesso falli che fai per evitare canestri facili e ci sta – chiude McGee – ma su molti dei miei falli non ero
d’accordo io, né il coach, né lo staff... Sono sempre stato un giocatore aggressivo in campo ma mi sono stati fischiati dei falli senza aver sfiorato gli avversari. Gli arbitri sono fondamentali per giocare ma così non li capisco. Fateci giocare a basket».

Elisa Pacini

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