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Tracollo biancorosso a Reggio Emilia

Quinto ko consecutivo per la The Flexx, umiliata da un passivo pesantissimo al PalaBigi. Prima vittoria per la Grissin Bon

REGGIO EMILIA. Proprio come sei anni, nel tragicamente famoso 91-43 rimediato a Reggio Emilia, la The Flexx Pistoia incappa in un’altra disfatta epocale al PalaBigi, con la Grissin Bon che trova la prima vittoria in campionato vincendo con un clamoroso 90-42. Il differenziale recita –48 in entrambi in casi: ma se allora, in una stagione chiusa con la finale playoff di LegaDue persa contro Brindisi, si trattò solo di un tonfo, per quanto clamoroso, la debacle della The Flexx è sintomatica di un momento terribilmente difficile.

Si tratta della quinta sconfitta di fila per il Pistoia Basket (record negativo dal ritorno in Serie A), che resta in partita solo nel primo quarto prima di affondare senza appello in una marea di errori tecnici, palle perse e possessi sprecati. Una “Caporetto a 360 gradi” (cit. Esposito) che inevitabilmente lascerà strascichi, un’umiliazione che brucia ancor di più considerando che arriva dall’ultima in classifica. Il coach a fine gara è andato a parlare con i tifosi mettendoci la faccia, ma non è lui ad andare sul parquet. Altrimenti, ne siamo certi, almeno gli attributi non mancherebbero. Un po’di numeri del ko? 118-10 l’impietoso confronto di valutazione, 20 palle perse contro appena 16 canestri dal campo, 0/11 da tre, 53% ai liberi (soltanto grazie al 3/3 di Onuoha nel finale). Dall’introduzione dei 24 secondi ad azione, eguagliato il record negativo di punti realizzati in A. Ma anche cifre e record non riescono bene a spiegare una prestazione del genere.

In una situazione del genere, parlare della partita è pure superfluo. E dire che gli uomini di Esposito sembrano pure approcciare bene il match. I piccoli sono guardati a vista e così fare le fortune di Reggio in avvio sono i lunghi, con Julian Wright e Reynolds sugli scudi con 11 punti complessivi. La The Flexx conquista molte seconde palle e falli, ma non riesce a tradurre la mole di gioco in punti e chiude il quarto sotto 23-16. Da lì, il buio. Secchiate di sabbia piovono negli ingranaggi offensivi della The Flexx, con alcuni possessi da mani nei capelli che permettono alla Grissin Bon di sfondare la doppia cifra di vantaggio. A nulla serve il time out: gli errori fioccano, la palla non gira, nessuno si prende i tiri. E anche la difesa, che un quarto d’ora aveva tenuto bene, molla il colpo sul finire della frazione, consentendo a Reggio Emilia di toccare il massimo vantaggio all’intervallo con la prima tripla della serata (! ) firmata da Chris Wright.

La scossa non arriva nemmeno nella ripresa, dove continua ad andare in scena un gioco al massacro. E anche Esposito perde la consueta grinta: il coach appare sfiduciato ed evidentemente nemmeno lui riesce a capacitarsi della non prestazione dei suoi. Il settore ospite invita caldamente (e giustamente) a tirare fuori gli attributi, ma invano. E allora non resta che buttarla sulla goliardia, esultando come per un gol dopo un raro canestro. Se la situazione non fosse tragica, ci sarebbe da ridere. E invece manca
addirittura quel briciolo d’amor proprio e orgoglio per limitare un passivo da minibasket ed evitare di essere doppiati nel punteggio. Dulcis in fundo, la distorsione al ginocchio di Duda Sanadze: è proprio vero che quando deve piovere, grandina.

Alessandro Benigni

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