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Colpaccio Mc Gee: «Può e sa fare tutto»

L’ex coach Cesare Pancotto analizza il mercato della The Flexx e le potenzialità della squadra alla luce dell’ultimo acquisto

PISTOIA. Se c’è un allenatore che può spiegareal meglio chi è Tyrus McGee – colpaccio del mercato della The Flexx, che domani pomeriggio sarà a Pistoia per il raduno dei biancorossi al PalaCarrara – quello è Cesare Pancotto. Perché la stagione 2015/2016 con lui a Cremona, è stata fondamentale per la crescita di questo ragazzo arrivato in Italia nel marzo 2015, grazie alla vista lunga di una società scopri-talenti come l’Orlandina del diesse Peppe Sindoni.

Al sole della costa siciliana, però, McGee, ci è rimasto poco, ed è èresto risalito al nord per approdare in uno dei centri della palla a spicchi della Pianura Padana, ovvero Cremona, dove ha trovato appunto sulla sua strada un coach esperto come Pancotto che.

«Non posso che parlare bene di Tyrus McGee, perché può e sa far tutto» dice l’ex tecnico della Vanoli, che 25 anni fa esatti portò Pistoia in A1 e che del ragazzo nato in Oklahoma il 14 marzo 1991, due finali Ncaa con il college di Iowa State, è diventato il primo tifoso.

Pancotto, chi è Tyrus McGee?

«È un ragazzo di cui posso solo parlare bene. Uno che arriva un’ora prima all’allenamento e va via un’ora dopo, che ci ha aiutato a far quadra. Lo dico con felicità, la stessa che ho provato quando l’ho visto vincere lo scudetto a Venezia».

Come giocatore, quali sono le sue caratteristiche?

«Tecnicamente può e sa far tutto. Ha fisico, atletismo, gioco in penetrazione ed è un giocatore da ultimi tiri. Con noi a Cremona ne realizzò parecchi. Ha potenzialità da buon difensore. Nei due spot di play e guardia può marcare veramente tutti. Rispetto alla stagione di Cremona, è cresciuto in esperienza, l’abbiamo aiutato a crescere come point guard che esce dai blocchi, che gioca il pick’n roll».

Cosa dà McGee al mercato di Pistoia?

«Ho sempre creduto in lui e non lo dico solo per la grande stagione fatta insieme (Cremona conquistò la semifinale di Coppa Italia e si qualificò ai playoff da quarta assoluta, ndr). Il mercato di Pistoia mi piace molto per le scelte di fondo: Moore, Magro e Czyz sono gli elementi fondamentali, gli altri italiani sono giovani ma “già svezzati”, da Laquintana a quelli che considero miei figli “sportivi”, ovvero Gaspardo e Mian. Giocatori come Kennedy e McGee danno una grande solidità. E poi c’è il lavoro in continuità con l’allenatore: Vincenzino è al terzo anno. Insomma vedo molte cose positive per la nuova stagione. Ci sono tutte le prerogative per far bene».

Li ha chiamati “figli” sportivi: su Mian e Gaspardo, Pistoia punta molto…

«Sono entrambi ottimi atleti che stanno crescendo. Su Mian investimmo tanto, lui arrivò da noi a Cremona dopo aver vinto la serie B ad Agrigento ed è arrivato alle porte della Nazionale. Un motivo d’orgoglio, una grande scommessa vinta. Ora vorrei aggiungere una cosa».

«Permettetemi un pensiero
per il mio presidente – conclude – Quando arrivai a Pistoia i Carrara erano lo sponsor e Piero Becciani era il presidente. So che è mancato e mi stringo alla famiglia. Ricordo una persona perseverante che teneva molto alla sua città e alla territorialità del progetto basket».

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