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«Saremo l’Atalanta della Lega Pro» 

Paolo Indiani torna dopo 5 anni sulla panchina della Pistoiese: vogliamo giovani con cui costruire un progetto importante

PISTOIA. Paolo Indiani ritorna a Pistoia e già dalla presentazione lascia intendere che la sua Pistoiese non sarà nient’affatto banale. «Vorremmo essere l’Atalanta del 2017/2018. La società e lo staff ci sono, adesso cerchiamo di diventare squadra». L’allenatore degli orange sogna di ripetere il miracolo realizzato da Gasperini in questa stagione, ovvero allestire una squadra piena di ragazzi giovani ma con qualità importanti da lanciare e magari riuscire a ritagliarsi anche un ruolo di outsider alle spalle delle big.

«Come base la permanenza in categoria è ovvia e la vorrei dare per scontata, anche se non lo è, con una proprietà così vorrei fare qualcosa in più, magari diventare l’Atalanta della prossima stagione». Di sicuro il nuovo mister ha già le idee chiare sul tipo di rosa da allestire e come da sua abitudine i giovani saranno protagonisti. «Avere calciatori che hanno già fatto la categoria è fondamentale, non credo però che serva il carisma se a dartelo sono giocatori che in campo non ce la fanno più. Vogliamo giovani che dopo un primo anno con noi rimangano ancora per fare cose importanti. Il portiere è un ruolo fondamentale, dobbiamo trovarlo bravo, a prescindere dall’età». Paolo Indiani, alla seconda avventura in arancione dopo quella fortunata ma breve in Serie D nel campionato ’11/’12, è reduce da cinque stagioni alla guida del Pontedera. Tempi che nel calcio di oggi sembrano biblici ma che non devono stupire più di tanto se teniamo conto che si parla di un allenatore che da più di trentaquattro anni vince e convince nel mondo del pallone, senza mai passare di moda. «Sinceramente non pensavo di essere nei radar della Pistoiese, appena mi hanno chiamato abbiamo fatto tutto in un giorno e mezzo. Provo gioia ad essere qui, la proprietà è sempre la stessa. Non è facile avere un biennale, è un segno di stima e ho fiducia di fare qualcosa di bello in questi due anni. Dobbiamo ricostruire la squadra, abbiamo pochissimi contratti in essere. Non faccio promesse –aggiunge ancora Indiani– se non quella che tutto lo staff e tutti i giocatori che arriveranno daranno il massimo per il bene della Pistoiese. Se saremo bravi come vorremmo essere allora verranno cose positive».

Sul nuovo allenatore ha espresso parole di miele Marco Ferrari, direttore generale della Pistoiese, che dopo aver ringraziato mister Atzori ha spiegato come Indiani fosse la prima idea per la panchina. «Sono felice ed emozionato di ritrovare una persona a cui siamo rimasti legati dopo l’annata di Serie D, verso di lui nutro stima e fiducia per questo nuovo ciclo. Indiani è stata la nostra prima scelta, gli abbiamo fatto un biennale per poter programmare. Era il miglior profilo per la categoria, sa lavorare con i giovani e fa un bel
calcio». Anche il d. s. Vitale ha commentato la scelta tecnica, sottolineando le qualità di tutto il nuovo staff tecnico: «Abbiamo chiamato il mister e in mezz’ora abbiamo fatto tutto. Lo staff è di prim’ordine, difficile trovarne così in LegaPro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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