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CALCIO

Via Di Stefano,
ecco Bianconi

«La qualità della rosa della Pistoiese è all'altezza dell'obiettivo che la società si è data. Siamo più che a metà cammino e purtroppo alcuni traguardi

ormai sono sfumati. Io una cosa sola posso garantirvi: che la squadra farà di tutto per centrare quell'obiettivo». Chi negli ultimi trent'anni ha masticato un po' di calcio dilettanti sa che Brunero Bianconi è uomo concreto. Chi non l'ha mai masticato lo capisce subito da come Bianconi parla
PISTOIA. «La qualità della rosa della Pistoiese è all'altezza dell'obiettivo che la società si è data. Siamo più che a metà cammino e purtroppo alcuni traguardi ormai sono sfumati. Io una cosa sola posso garantirvi: che la squadra farà di tutto per centrare quell'obiettivo». Chi negli ultimi trent'anni ha masticato un po' di calcio dilettanti sa che Brunero Bianconi è uomo concreto. Chi non l'ha mai masticato lo capisce subito da come Bianconi parla. Da dodici ore o poco più il mago di Vinci, come lo chiama qualcuno, è diventato l'allenatore della Pistoiese. E lui al primo approccio con i cronisti e con i soci arancioni evita proclami ma soprattutto schiva banalità e frasi di circostanza. Sono quasi le 15 nella sala stampa del Melani. Dario Di Sario, consigliere della Holding Arancione, ha appena regalato uno zuccherino a Oliviero Di Stefano, sottolineando che «forse senza la pressione di una città come Pistoia avrebbe avuto risultati diversi». La parola finalmente va a Bianconi e il nuovo mister si allaccia proprio al discorso di Di Sario e fa capire subito che la schiettezza fa parte del suo personaggio: «Sento parlare di pressione: io credo che a ogni allenatore piacerebbe venire a lavorare in una piazza come Pistoia e ogni allenatore sa che qua ci sono vantaggi e svantaggi, che c'è una piazza che pretende ma anche che sa incitarti se le cose vanno bene. La pressione fa parte di questo lavoro». E il neomister fa subito un esempio: «Mercoledì sera ero allo stadio con alcuni amici. A tratti ho visto la Pistoiese giocare da squadra di categoria superiore e in quei momenti ho sentito la tribuna applaudire, incitare, quasi accompagnare il gioco degli arancioni. A tratti invece la Pistoiese non giocava da squadra e in quei momenti il pubblico fischiava. Credo che la gente vada capita e che criticare sia normale». C'è anche un pensiero per Di Stefano, ma anche qui senza retorica: «Mi sento umanamente coinvolto nell'aver preso il posto a un amico e a un professionista che stimo - dice Bianconi -. Prima di venire in sala stampa ero negli spogliatoi, ho parlato con suo figlio, gli ho detto "stasera abbraccia babbo". Mi sento nell'imbarazzo di sostituire un collega che non so quante colpe possa avere di questa situazione». Già, di chi sono le colpe di questo tracollo? Che sta succedendo alla Pistoiese? Come se ne esce? Al domandone che sta tormentando i tifosi ha provato a dare una risposta il presidente Fondatori: «Siamo amareggiati, delusi, arrabbiati della sconfitta in Coppa ma bisogna guardare le cose in maniera oggettiva: a 18 minuti dalla fine eravamo sul 2-0 con la qualificazione in tasca, poi c'è stato un crollo. È evidente che è stato un crollo psicofisico, ma anche che non è stato isolato. L'avevamo già notato nel secondo tempo col Subbiano, col Baldaccio Bruni, nella partita di Grassina, nelle due riprese col Tuttocuoio. Le cause non le conosco - continua Fondatori -. Non credo che sia stanchezza fisica, sarebbe grave a questo punto della stagione e significherebbe che la preparazione è stata sbagliata. Credo sia un problema psicologico, una difficoltà ad adeguarsi a questa categoria per giocatori di livello superiore. Ma credo che ci sia stato anche un calo di motivazione. È per questo che abbiamo deciso di esonerare Di Stefano e abbiamo puntato su Bianconi. Serviva una scossa. Di Stefano ha dimostrato di essere allenatore preparato e con qualità umane importanti, ha cercato di dare un gioco a questa squadra ma probabilmente non era il gioco che serviva. Devo anche aggiungere che probabilmente paga pure colpe non sue».
Riuscirà ora Bianconi a dare la fatidica scossa a un gruppo da serie C (come ha sottolineato lo stesso Fondatori), forse - diciamo noi - con troppi pochi giocatori da serie C e troppo pochi da Eccellenza? «Ho visto la Pistoiese solo col Tuttocuoio e qualche volta in tv - ammette Bianconi -. Devo dire che questa squadra ha dimostrato di avere mezzi superiori alla capolista del girone A ma il Tuttocuoio rispetto a noi ha dimostrato una mentalità e un atteggiamento da squadra, indipendentemente da chi ha presentato in campo. Molti degli attuali giocatori arancioni li ho incontrati da avversario, altri non li conosco, alcuni come Innocenti li conosco di fama, solo Giunta è stato con me a Larciano. Non conosco neanche i problemi che affliggono la Pistoiese ma posso intuirli dopo 30 anni di panchina.
Il che non significa trovare la medicina per risolverli. Ci sarà da lavorare duro. La qualità della rosa è all'altezza dell'obiettivo, posso solo dire che la squadra farà di tutto per raggiungerlo».

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