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Addio Caripil, la banca si fonde: rimarrà solo Intesa Sanpaolo

Fissata per il 12 ottobre l’assemblea dei soci che sancirà l’incorporazione dell’istituto di credito di via Roma (e di CariFirenze) dentro il gigante del nord

PISTOIA. L’assemblea dei soci del 26 marzo scorso aveva lasciato “congelati” gli assetti interni della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, limi tandosi ad approvare il bilancio 2017 (con quasi 5,8 milioni di perdite). Ma si sapeva che il definitivo superamento dell’attuale assetto dell’istituto di credito di via Roma non era lontano, visto che a fine anno Intesa Sanpaolo aveva acquisto il controllo di tutto il capitale della banca, rilevando anche l’ ultimo pacchetto di azioni rimasto ...

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PISTOIA. L’assemblea dei soci del 26 marzo scorso aveva lasciato “congelati” gli assetti interni della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, limi tandosi ad approvare il bilancio 2017 (con quasi 5,8 milioni di perdite). Ma si sapeva che il definitivo superamento dell’attuale assetto dell’istituto di credito di via Roma non era lontano, visto che a fine anno Intesa Sanpaolo aveva acquisto il controllo di tutto il capitale della banca, rilevando anche l’ ultimo pacchetto di azioni rimasto in possesso della FondazioneCassa di risparmio di Pistoia e Pescia.

Ecco, il giorno fatidico è stato fissato: l’assemblea straordinaria della Cassa pistoiese è stata fissata per il 12 ottobre alle 17,30, ovviamente nella sede di via Roma. L’ordine del giorno non lascia adito a dubbi: esame del “progetto di fusione per incorporazione di Cassa di risparmio di Firenze spa e dfi Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia spa in Intesa Sanpaolo spa”.

Fusione per incorporazione: come dire che la gloriosa banca fondata nel lontano 1831 sta vivendo le sue ultime settimane di vita e sarà chiamata a fondersi, con la Cassa di risparmio di Firenze, nel gigante bancario del nord, Intesa Sanpaolo appunto. In questo modo la struttura societaria verrà semplificata aderendo all’assetto societario, visto che – dopo l’ultimo acquisto di azioni, come detto, Intesa Sanpaolo era laproprietaria pressoché assoluta dell’istituto di credito di via Roma.

Naturalmente la fusione porterà con sé la fine delle attuali cariche, che vedono presidente della Caripil Francesco Ciampi (dopo le dimissioni dell’ultimo presidente pistoiese, Alessio Colomeiciuc) e direttore Umberto Alunni. Non è ancora chiaro cosa succederà di loghi e insegne: logica vorrebbe che dappertutto il nome Caripil scomparisse , come del resto ha già fatto il vecchio logo, sostituito dappertutto dai tre archi stilizzati del colosso bancario settentrionale. Ma valutazioni commerciali potrebbero reclamarne il mantenimento.

Dal punto di vista operativo, comunque, non sono previsti grandi cambiamenti, almeno a breve termine: le iliali Caripil dovrebbero rimanere tutte in funzione. Semmai qualche problema potrebbe esserci per parte del personale, quello più direttamente legato alle funzioni direttive dell’istituto, che potrebbero dover lasciare Pistoia per Firenze o altre destinazioni.

Sul fronte delle reazioni, la città e la provincia sono del tutto silenti. Si sa solo della preoccupazione del mondo sindacale, in particolare per il possibile abbandono dei territori meno “fertili” (ad esempio la montagna), tendenza che l’incorporazione in Intesa Sanpaolo certo non frenerà. —

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