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la cittÁ che cambia 

Tutto pronto per il recupero di San Jacopo in Castellare

L’intervento (tre milioni) era previsto per l’anno di Pistoia Capitale della Cultura poi i tempi lunghi delle gare e un ricorso al Tar hanno rallentato tutto

PISTOIA

Ottobre 2018. È questa l’ultima data ufficiosa per il via ai lavori del restauro di San Jacopo in Castellare, la chiesetta del IX secolo, chiusa al culto dal 1784, che sorge tra lo sdrucciolo del Castellare e piazzetta delle Scuole Normali. Il suo recupero doveva essere uno dei fiori all’occhiello dell’anno di Pistoia Capitale della cultura, ma il 2017 è passato senza che attorno a quel rudere inaccessibile si registrasse un qualsiasi movimento.

Ora, però, anche gli ultimi tasselli sembrano essere andati a posto: proprio nei primi giorni di settembre 2018 è stato affidato (a un professionista di Prato) il servizio di collaudo in corso d’opera del restauro, che quindi potrebbe partire il prossimo mese, come conferma lo stesso assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei.

L’intervento, lo ricordiamo, è di grande portata: tre milioni di euro, di cui due della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e uno del Comune. Terminati i lavori, la chiesetta sarà trasformata in una sala conferenze, mentre l’ex canonica e altri edifici attorno potranno ospitare uffici e altre funzioni qualificate. Ma soprattutto, sarà ristrutturato e reso accessibile (sia da vicolo San Jacopo che da via del Carmine) il giardino che circonda su un lato chiesa e canonica e che sia affaccerà su via delle Pappe, un vero e proprio belvedere verde verso l’ex ospedale del Ceppo.

Ma perché si è dovuto attendere tanto tempo? Il progetto di recupero, firmato dallo studio Gurrieri, fu approvato nel dicembre 2015 dalla giunta Bertinelli. Per aggiudicare l’intervento, però, ci volle più di un anno e solo nel marzo 2017 arrivò l’aggiudicazione definitiva all’azienda pratese Citep. Seconda arrivò la Cmsa di Montecatini, che presentò ricorso al Tar per il modo in cui era stato attribuito il punteggio che aveva visto prevalere i pratesi. Sui tavoli del Tar il dossier San Jacopo in Castellare rimane un anno, e solo a marzo 2018 arriva la risposta dei giudici amministrativi: il Comune ha fatto le cose per bene, l’assegnazione dell’appalto è valida.

Intanto, nell’aprile 2017, era stata bandita la gara (193.000 euro) per la direzione lavori, un compito particolarmente complesso vista la delicatezza dell’intervento. Un iter tormentato anche questo, con ben tre integrazioni in corso di gara. E così c’è voluto un anno anche per attribuire la direzione lavori, che ad aprile scorso è andata ad una società fiorentina, la Spira srl.

Non è ancora finita: perché il recupero di San Jacopo in Castellare richiede anche la presenza di un collaudatore in corso d’opera: nuova gara (valore 23.900 euro), con aggiudicazione provvisoria – come detto all’inizio – solo di pochi giorni fa all’ingegner Francesco Di Vita di Prato.

Insomma, a questo punto tutto dovrebbe essere pronto per l’apertura del cantiere. Così finalmente Pistoia potrà rendere omaggio concretamente

a uno degli edifici sacri più antichi della città, costruita a ridosso della prima cerchia di mura (il “Castellare”, appunto) come ringraziamento al santo patrono per aver protetto la comunità pistoiese dalle scorribande saracene. —

FABIO CALAMATI
 

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