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Pistoia, gli studenti del Petrocchi ripartono con i doppi turni

Inutilizzabile la succursale Bolognini: a dieci giorni dall’inizio dell’anno scolastico la Provincia comunica che non può far fronte alla ripulitura di aule e corridoi

PISTOIA. Tutto cambia affinché tutto resti uguale, come nella migliore tradizione del gattopardismo all’italiana. Solo che, in questo caso, al Liceo artistico Policarpo Petrocchi nemmeno l’apparenza è cambiata, e i problemi, puntuali come ogni settembre, si ripresentano in tutta la loro grandezza: carenza di aule e spazi non idonei a ospitare gli studenti. Con un’aggravante: quest’anno, al primo suono della campanella del 17 settembre, la succursale Bolognini di via del Bottaccio, che ospita una decina di aule, non sarà utilizzabile.

Un disagio che, presumibilmente, si protrarrà per i primi dieci giorni di scuola, se non oltre, e che costringerà alcune classi a utilizzare il doppio turno (con lezioni al mattino o al pomeriggio), per consentire a tutti gli studenti di fare lezione nella sede centrale. A spiegare la situazione è la dirigente scolastica Elisabetta Pastacaldi, da anni abituata a destreggiarsi con i problemi di carenza di aule nel liceo che, in termini di iscritti, è il più numeroso della provincia.

Lunedì, dopo aver incontrato i tecnici della Provincia, impegnati proprio in un sopralluogo all’edificio Bolognini, si è sentita dire che l’ente di piazza San Leone non ha le risorse necessarie per far rimuovere alcuni rifiuti speciali presenti all’interno di corridoi e aule. Così come per il ripristino di alcuni ambienti utilizzati in precedenza come rimessaggio per banchi, lavagne e arredi, e che, a meno di due settimane dal rientro degli studenti sono ancora stipati, perché nessuno, durante l’estate, è intervenuto a svuotarli e a ripulirli.

«È da giugno che chiedo alla Provincia di farmi sapere cosa avrebbero fatto. Siamo arrivati a lunedì e mi sento dire che non hanno i soldi per intervenire». E allora? «Ce ne faremo carico noi, come al solito – sospira la preside – e poi l’ente ci restituirà i soldi. Stiamo già prendendo contatti con alcune aziende specializzate, per avere i preventivi per la rimozione dei rifiuti speciali, e poi provvederemo. Ma, chiaramente, con così scarso preavviso non riusciremo a sistemare la succursale per il primo giorno di scuola. Per questo, per i primi giorni, con l’orario provvisorio, presumibilmente faremo ricorso al doppio turno».

Una scelta forzata, per consentire a tutti gli studenti di fare lezione in aula. Studenti che, anche quest’anno, sfiorano quota mille iscritti e che si troveranno, come di consueto, sparpagliati nella sede centrale di piazzetta San Pietro, la succursale di viale Adua ospitata nell’istituto Fedi-Fermi, la succursale di Quarrata e la succursale Bolognini, non appena pronta, che però rimarrà a disposizione della scuola fino a giugno 2019. Quando anche l’ultimo contratto di locazione tra la Provincia e i proprietari – rinnovato in extremis e in via del tutto eccezionale lo scorso giugno – scadrà.

E proprio in questi mesi sarà compito della Provincia, che, seppur svuotata delle risorse

detiene ancora la gestione delle scuole superiori, individuare soluzioni alternative per ospitare i ragazzi del Petrocchi. Partendo proprio dall’ultima opzione vagliata: il trasloco nell’ex Banca d’Italia di via Cino. —

VALENTINA VETTORI . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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