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Salvato cervo intrappolato in un cavo - Video

Sambuca Pistoiese, intervento dei carabinieri forestali nei boschi di Taviano

Appennino tosco-emiliano: il cervo si impiglia in un cavo telefonico e rischia di soffocare Trasferta appena oltre il confine regionale per lo staff del Centro tutela fauna selvatica ed esotica di Monte Adone: a Sambuca Pistoiese un cervo maschio era rimasto impigliato ad un cavo telefonico in disuso e rischiava il soffocamento. Il centro è intervenuto su richiesta dei carabinieri forestali. "Siamo giunti con l’ambulanza e tutta l’attrezzatura necessaria in prossimità dell’abitato di Taviano, in una zona impervia a monte della Statale Porrettana", spiegano dal Centro. Per la pioggia battente e lo stress subìto dall'animale sono state necessarie due dosi di narcotici per addormentare il cervo, così da poter creare un varco tra i rovi per poterlo liberare. "Accertate le sue condizioni, la veterinaria ha iniettato la dose di antidoto: il cervo si è ripreso e si è allontanato nel bosco" a cura di Micol Lavinia Lundarivideo Federica Ruozi - PopCult per Centro Monte Adone

SAMBUCA PISTOIESE. Un grosso esemplare maschio di cervo, che era rimasto impigliato con le corna ad un cavo metallico, è stato salvato dai carabinieri forestali della Stazione di Sambuca Pistoiese.

Avvertiti alle prime luci dell’alba che in località Taviano si trovava l’animale in difficoltà, si sono recati immediatamente sul posto, in una zona impervia a monte della Statale 64 Porrettana. I Carabinieri Forestali a quel punto hanno constatato che il cervo era imbrigliato a un palo telefonico in disuso e rischiava il soffocamento. Provvedevano quindi a contattare il Centro tutela di Monte Adona (Sasso Marconi) in quanto i tecnici dell’Asl competenti per procedere con la narcotizzazione non sarebbe potuto intervenire prima del tardo pomeriggio.

Quindi, creato un varco tra i rovi, carabinieri e personale del Centro si sono avvicinati all’animale per sedarlo con una siringa, ma la pioggia battente e la vitalità del grosso cervo hanno reso necessaria una seconda dose di narcotico. Quando l’animale si è adagiato su un fianco, i soccorritori sono potuti intervenire senza pericolo: con dele tronchesi lo hanno liberato dai cavi e dai fili che lo stavano soffocando.

Dopodichè, gli hanno iniettato una dose di antidoto: il grosso cervo si è ripreso e si è allontanato libero nel bosco.
 

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