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Non solo Vicofaro: chiusi altri 5 centri di accoglienza

Fra luglio e agosto la prefettura aveva già ordinato la sospensione delle attività in strutture di Pistoia, Sambuca e Pescia dopo i controlli di vigili del fuoco e Asl

PISTOIA

Non solo Vicofaro. Nei mesi di luglio e agosto già altri cinque Centri di accoglienza straordinaria erano stati chiusi temporaneamente dalla prefettura in provincia di Pistoia in attesa della messa a norma degli ambienti. Con il conseguente trasferimento dei richiedenti asilo in altre strutture.

Tre gli enti gestori coinvolti: Misericordia, Arci e Co&so. Due le strutture chiuse a Sambuca Pistoiese, due a Pescia, di cui una nella frazione di Vellano, e una a Pistoia. Per un totale di una cinquantina di posti. I provvedimenti disposti dalla prefettura sono arrivati in seguito a carenze o irregolarità igienico-sanitarie o di sicurezza riscontrate nel corso dei sopralluoghi incrociati di vigili del fuoco e Asl. Ai quali, in qualche caso, sono seguite anche – come previsto dalla legge – le ordinanze dei Comuni di competenza per lo sgombero delle strutture.

Una di queste, come aveva già annunciato Il Tirreno a fine luglio, è il Cas di via degli Armeni – ex convento dei Cappuccini – in gestione al consorzio Co&so. La struttura, come conferma il presidente Moreno Sepiacci, è chiusa dal 3 agosto scorso, dopo che l’ufficio Urbanistica del Comune di Pistoia ha emesso un’ordinanza di “tutela della privata incolumità” disponendone appunto lo sgombero. In questo caso, gli interventi di messa in sicurezza delle carenze riscontrate sono già stati portati a termine e la comunicazione relativa ai lavori svolti è stata inviata agli uffici competenti.

Resta ancora da sciogliere, però, il nodo relativo al problema “aereo illuminante” della struttura, dovuto al fatto che le finestre dell’ex convento non sono sufficientemente grandi per accogliere una ventina di persone. Su quel problema strutturale, però, non è possibile intervenire (è un edificio storico tutelato), per cui Co&so è ancora in attesa di una risposta.

La struttura, tra l’altro, nel periodo invernale è anche utilizzata per l’emergenza freddo dei senzatetto.

Ma se gli enti gestori ricevono il nulla osta per avviare i progetti di accoglienza in quelle strutture (in alcuni casi anche private abitazioni in locazione), perché poi – a seguito dei controlli – vengono contesatte irregolarità che portano alla loro chiusura? Il motivo è che nelle procedure di aggiudicazione delle gare con i vecchi bandi prefettizi – l’ultimo a Pistoia risale al 2016 – le prefetture richiedevano agli enti gestori semplici dichiarazioni di idoneità della struttura rispetto ai criteri richiesti dal bando: una sorta di autocertificazione. Solo in seguito scattano i controlli da parte di vigili del fuoco, Asl e anche Guardia di

finanza per quanto riguarda le verifiche sui conti di cooperative e associazioni.

I nuovi bandi prefettizi, in tutta Italia, invece, oggi prevedono controlli prima dell’assegnazione definitiva. —

VALENTINA VETTORI

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