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Centro migranti chiuso, trasferiti 12 ospiti di Vicofaro. Enrico Rossi polemizza con Salvini - Video

Il presidente della Regione in visita di solidarietà da don Biancalani. Dura lettera della Diocesi: situazione seria e da non sottovalutare.

Centro migranti di Vicofaro chiuso, Rossi: "Invito tutti i cittadini a versare un contributo" Il governatore Enrico Rossi ha fatto visita al centro profughi di Vicofaro, chiuso dalla Prefettura. Il governatore invita tutti i cittadini a versare un contributo. "Sono qui a Vicofaro per esprimere vicinanza, per portare un modesto contributo personale e per invitare tutti i cittadini toscani a fare altrettanto sul conto corrente Caripit numero 3000 filiale Viale Adua Pistoia" (video di Lorenzo Gori)

PISTOIA. Verranno accolti dalla parrocchia di Ramini i 12 migranti ospiti del Centro di accoglienza straordinaria della parrocchia di Vicofaro, chiuso dalla Prefettura di Pistoia per problemi di sicurezza dell'edificio dopo una ispezione di Asl e vigili del fuoco. Resta il problema degli altri 80 migranti circa, alloggiati a Vicofaro proprio negli ambienti dichiarati a rischio dai vigili del fuoco ma non ricompresi nel percorso "ufficiale" di accoglienza. Per loro il parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, e i suoi collaboratori, stanno cercando una soluzione e confidano nella concessione di una proroga, in attesa di eseguire i lavori di messa in sicurezza richiesti.

Chiuso il centro migranti di Vicofaro, don Biancalani: "Controlli troppo severi" La Prefettura ha ordinato l'evacuazione del centro migranti di Vicofaro, in provincia di Pistoia. Don Massimo Biancalani spiega la situazione durante un'assemblea (video Lorenzo Gori) - L'ARTICOLO

A visitare la parrocchia di Vicofaro ed esprimere solidarietà a don Massimo Biancalani e ai migranti è venuto il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha auspicato una pronta reazione della comunità in modo da potersi adeguare alle richieste venute dalla Prefettura. Rossi ha invitato apertamente a sottoscrivere per il pagamento dei lavori che saranno necessari, affermando di aver già contribuito personalmente. Il presidente della Regione ha poi auspicato il superamento dei centri di accoglienza straordinaria (Cas, gestiti dalle Prefetture) per tornare, anche nel momento della prima accoglienza, al modello cosiddetto "Sprar", cioè piccoli centri diffusi gestiti a livello regionale e comunale.

Infine Rossi ha replicato alle dichiarazioni via Twitter rilasciate dal ministro degli interni Matteo Salvini. "Tempi duri per il prete che ama circondarsi di clandestini africani, ancora un po' e la canonica scoppiava": questo il testo del messaggio twittato in mattinata dal ministro.  Rossi ha sottolineato di pensarla diversamente. "Salvini - ha aggiunto - esprime un sentimento, un'opinione pubblica, che va per la maggiore. Noi siamo su un'altra posizione e ci confrontiamo nel rispetto della democrazia e delle leggi. A Salvini voglio ricordare una sola cosa: ha giurato di rispettare la Costituzione della Repubblica e di svolgere la sua funzione nel rispetto delle leggi. Ricordo che si deve portare con dignità la funzione pubblica che ci è stata conferita protempore".

Sulla vicenda di Vicofaro è intervenuta anche una nota della Diocesi di Pistoia, che definisce seria e da non sottovalutare la situazione di pericolosità dell'edificio. Anche perché, si ricorda, l'attività di accoglienza nel quadro del programma Cas fu avviata dall'associazione Virgilio - Città Futura (che gestisce i centri di Vicofaro, Ramini e Marliana) con l'approvazione del vescoco Tardelli, al quale fu garantito "che tutto si sarebbe svolto nel migliore dei modi", cosa che evidentemente la relazione dei vigili del fuoco smentisce. "In ogni caso - continua il documento - è certo che la Diocesi offrirà la massima collaborazione sull'attuazione di quanto la Prefettura, i vigili del fuoco o altre istituzioni preposte indicano come necessario per una idonea accoglienza in strutture adeguate". Il vescovo Tardelli inoltre ha già dato disposizioni "perché d'ora innanzi da parte della Curia diocesana si metta in atto una più attenta vigilanza su ciò che avviene negli ambienti appartenenti alla chiesa e tutto si svolga nella correttezza e nella trasparenza da tutti i punti di vista".

Da parte sua, don Biancalani si è detto pronto ad ottemperare a tutte le richieste della Prefettura, pur sollevando perplessità sull'eccessivo rigore, che  - secondo lui - è stato applicato nell'esaminare la situazione della sua canonica. "E' un edificio del Settecento, anche se lavori negli anni ne sono stati fatti. Ma in quegli stessi ambienti da sempre si svolgono le attività parrocchiali. A rigore dovrei sospendere anche quelle".

L'attività di accoglienza portata avanti ormai da più di due anni dal sacerdote pistoiese nelle sue due parrocchie ha suscitato polemiche violente e fruttato allo stesso don Massimo attacchi e minacce sui social. Un anno fa un gruppo di militanti dell'associazione neofascista Forza Nuova presenziò alla messa di don Biancalani allo scopo, dissero loro stessi, di controllare l'ortodossia del sacerdote. Fino all'episodio dei primi di agosto, quando un migrante ospite di Vicofaro è stato insultato da due ragazzini, che hanno anche esploso colpi a salve contro di lui. L'episodio è stato anche citato dal giornale francese Liberation nell'ambito di un servizio sul razzismo in Italia nei confronti degli immigrati.

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