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animali in via di estinzione 

Isotta, ippopotama pigmea: allo zoo c’è una nuova star

Arrivata a Pistoia lo scorso giugno è già diventata una delle principali attrazioni

PISTOIA. Dalla salvaguardia delle specie a rischio di estinzione allo studio dei comportamenti di ogni singolo animale. Il Giardino Zoologico di Pistoia non è solo un luogo in cui adulti e bambini possono trascorrere una giornata a contatto con la natura, ma è anche luogo di ricerca, conservazione delle specie e didattica. Un immenso parco verde di 7 ettari creato nel 1970 e diretto da Paolo Cavicchio, in cui vivono 400 animali di 100 specie diverse.

È il caso di Isotta, la giovanissima femmina di ippopotamo pigmeo – specie a rischio estinzione – arrivata nella ex Capitale italiana della cultura a giugno scorso, o quello dei pinguini africani divenuti protagonisti di una tesi di laurea; oppure quello del pinguino che una classe di una scuola media di Prato “adotterà” ad ottobre prossimo per seguirne tutta la storia durante l’anno.

«Per adesso abbiamo Isotta, ed è già un bel traguardo, anche se puntiamo ad avere anche un ippopotamo pigmeo maschio da poter accogliere nei nuovi spazi in via di costruzione – spiega Eleonora Angelini, responsabile comunicazione e didattica dello zoo pistoiese, parlando del nuovo arrivato – L’obiettivo è infatti quello di incrementare la loro riproduzione. Questa specie di ippopotamo ha bisogno di protezione e di spazio: c’è bisogno di due recenti contigui ma separati perché il maschio e la femmina si avvicinano solo durante la stagione degli amori».

Sarà però un coordinatore, in questo caso una zoologa svizzera, a decidere se Isotta (che in questi due mesi è diventata già una mascotte, una delle principali attrazioni dello zoo) rimarrà a Pistoia, se potrà riprodursi qui o se verrà trasferita da un’altra parte dove già è presente un maschio: tutto dipenderà dai posti a disposizione nei giardini zoologici che fanno parte della Eaza (European association of zoo and acquaria).

 Eleonora Angelini, responsabile...
Eleonora Angelini, responsabile comunicazione e didattica dello zoo pistoiese


Giunta in Toscana attraverso il progetto Eeps (Endangered european species programme), che mira a salvaguardare le specie in via di estinzione, Isotta ha due anni e proviene da uno zoo della città ungherese di Seghedino. Il suo habitat, spiega Angelini, sono le foreste acquitrinose del corno dell’Africa, soprattutto della Guinea, fortemente disboscate per accogliere piantagioni di olio di palma e caffè. Una causa del rischio di estinzione, oltre al fatto che l’animale viene anche cacciato per essere mangiato.

Ma allo Zoo di Pistoia, oltre alla storia di Isotta c’è anche quella di Enea e del suo studio giornaliero sui 29 pinguini africani ospitati, di cui 9 nati proprio lì: nella sua tesi di laurea in Scienze Naturali all’Università di Firenze il senese Enea Silvio Rabazzi parla delle “vocalizzazioni”, cioè di come i pinguini comunicano tra loro.

I pinguini africani che per sei mesi...
I pinguini africani che per sei mesi sono stati oggetto di studio (Foto Gori)


«Il ragazzo è venuto da noi per circa 6 mesi quasi ogni giorno e ha osservato quotidianamente il comportamento dei pinguini – racconta la responsabile della comunicazione – Oggi Enea, grazie la sostegno del nostro Giardino, ha avuto la possibilità di partire per il Sud Africa e portare la sua opera di volontario alla Sanccob, l’associazione che in Sud Africa è impegnata per la tutela dei pinguini africani, una specie che ha subito un forte impoverimento nell’ultimo decennio a causa degli sversamenti petroliferi». —

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