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«Vorrei incontrare qui a Vicofaro quei due ragazzi e i loro genitori»

Il parroco don Biancalani si rivolge ai due tredicenni che hanno sparato a salve contro un giovane migrante  

PISTOIA. «Se ho parlato con i genitori dei ragazzi? No, non so ancora di chi si tratti e non sono stato cercato dalle famiglie. Giovedì scorso non ho potuto far altro che denunciare quanto era accaduto...».

Il cellulare di don Massimo Biancalani squilla in continuazione. Nello studio di Vicofaro giornalisti e cameramen si alternano come in una processione. «Se sarei contento di incontrare loro e i loro genitori? Sì. Sono un insegnante oltre che un prete, mi farebbe piacere vederli, e dire loro che certe cose non si fanno. Anche i migranti sono partiti da situazioni difficili, non sono qui per rubarci nulla».

Un messaggio che il parroco di Vicofaro e Ramini ripete da tempo, e che divide. I suoi parrocchiani sono divisi. Dei 50 ragazzi che partecipavano al catechismo ne sono rimasti 25. I fedeli alla messa sono pochi, e nell’omelia di domenica don Biancalani ha ammesso di «sentirsi solo». Si scusa con la sua comunità: «Riconosco di avergli chiesto uno sforzo non indifferente». Ma, prosegue citando il Vangelo secondo Matteo: «Saremo giudicati anche per quanto saremo stati in grado di accogliere».

La scacciacani trovata in casa di uno...
La scacciacani trovata in casa di uno dei tredicenni (foto Gori)


Quei due colpi sparati intorno alle 22, 30 di giovedì 2 agosto verso Buba Ceesay, con tanto di insulto in sottofondo “negro bastardo”, sono stati esplosi da due ragazzini di 13 anni, residenti poco distante da Vicofaro. Il 23enne richiedente asilo del Gambia stava facendo jogging approfittando del fresco della sera quando ha sentito un’esplosione. Poco prima era stato insultato da due ragazzi in bicicletta. Sull’asfalto ha trovato un bossolo, che ha portato in canonica. Sei giorni di indagini da parte della Digos e della Squadra mobile, con sopralluoghi, raccolta di testimonianze e visione di telecamere private in zona e poi l’ammissione dei due tredicenni. Nella casa di uno dei ragazzi è stata ritrovata la scacciacani, e 200 cartucce. Hanno detto di non aver agito per motivi razziali, riducendo il tutto a una goliardata.

Vicofaro ieri è stata di nuovo presa d’assalto dalla stampa. Mentre, di nuovo, sui social i pistoiesi (e non solo) si dividevano. Insieme a chi vuole il sipario calato intorno a Vicofaro, accusando il don di protagonismo, e chi auspica una bella “rieducazione” per i ragazzi ci sono molti che stigmatizzano l’accaduto: “Ecco l’inquietante pericolo razzista”.

«L’ho saputo – commenta don Biancalani – sono stati due ragazzini, poco più che bambini, e per loro ci sono tutte le attenuanti. Ma bisogna riflettere su un certo tipo di messaggio, xenofobo, razzista, che è passato coinvolgendo gli strati più popolari della società, arrivando a condizionare le coscienze dei giovanissimi».

«I media e la politica devono essere più responsabili, certamente le parole usate da Salvini in questi anni sono state gravi – ha aggiunto don Biancalani – È stata data la stura a un cattivo sentimento, a tutti i livelli. Come prete e insegnante mi pongo la domanda se non siamo più in grado di strutturare le coscienze delle nostre popolazioni, se la scuola, la chiesa, le parrocchie, le famiglie riescano più a dare insegnamenti che facciano superare schemi antropologici pericolosi».

Buba Ceesay a sua volta non nasconde una certa amarezza: «Una goliardata? Che vuol dire? Non è per niente divertente, anche se hanno 13 anni. Sei piccolo, ma sai quello che stai facendo. A tredici anni ci sono bambini che in altre parti del mondo uccidono. Non sono d’accordo con chi dice che stato uno scherzo, ma se questi due ragazzini mi vogliono conoscere e mi vogliono parlare li aspetto con don Biancalani in parrocchia». —

TIZIANA GORI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
 

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