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Spari contro il migrante gambiano, individuati i responsabili: sono due 13enni

Hanno ammesso di fronte ai genitori le loro responsabilità minimizzando. "Era goliardia, non razzismo". Ma per la Procura resta aperta l'ipotesi dell'aggravante dell'odio razziale. Hanno sparato con una scacciacani, a casa di uno di loro c'erano 200 proiettili.

PISTOIA. Sono due ragazzini di 13 anni gli autori degli spari a salve contro il migrante gambiano Buba Ceesay, la sera del 2 agosto scorso a Vicofaro. La Squadra mobile di Pistoia e la Digos  li ha scoperti al termine delle intense indagini che hanno preso il via dopo la denuncia dell'episodio, da parte dello stesso Ceesay e del parroco don Massimo Biancalani, la notte stessa dell'episodio. Le indagini si sono avvalse delle telecamere di sorveglianza private presenti nella zona e di testimonianze e sopalluoghi effettuati dagli agenti.

Spari al migrante, il vicequestore: "Resta l'ipotesi dell'aggravante dell'odio razziale" Conferenza stampa in questura dopo l'individuazione dei due tredicenni che hanno sparato con una scacciacani al giovane gambiano che faceva footing in strada a Vicofaro. I ragazzini hanno ammesso le loro responsabilità minimizzando: "Era solo goliardia". Ma il vice questore vicario, Giampaolo Patruno, conferma che nel fascicolo della Procura rimane aperta l'ipotesi più grave.L'ARTICOLO

Durante le indagini, due minorenni, alla presenza dei genitori, hanno ammesso di essere stati loro a sparare con una scacciacani a Ceesay. Hanno spiegato che si trattava di un gesto "goliardico", senza risvolti razzisti. Ma come ha spiegato nella conferenza stampa il vice questore vicario, Giampaolo Patruno, secondo la Procura resta aperta l'ipotesi dell'aggravante dell'odio razziale.

Gli agenti hanno anche ritrovato, nella casa di uno dei due ragazzini, della scacciacani con circa 200 proiettili a salve. L'intero fascicolo è stato trasmesso alla Procura della repubblica per i minori di Firenze.

Digos e squadra mobile di Pistoia,coordinate dalla procura, attraverso testimonianze, la visione delle immagini registrate dalle telecamere e sopralluoghi, hanno accertato la presenza di un gruppo di minorenni pistoiesi che, nelle ore in cui sono avvenuti i fatti, si aggirava nella zona di Vicofaro.

Pistoia, il parrocchiano e la paura degli spari: "Hanno gridato 'negri', l'indifferenza ci fa sentire soli" "Verso le dieci e trenta di sera tre giovani in bicicletta sono comparsi da dietro la nostra parrocchia e hanno gridato "negri", poi si sono dileguati". Inizia così il racconto di Doriano Maranelli, pensionato e volontario presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro (Pistoia). L'uomo, tra i primi a parlare con il ragazzo al quale è stato rivolto un colpo di pistola, ha riferito che il ragazzo era uscito "per la sua solita corsa serale" e mentre rientrava, "alle 23.30 circa", ha sentito lo sparo. - L'ARTICOLO Video di Andrea Lattanzi

Com'è andata. Gli hanno detto "negro bastardo" e sparato due colpi a salve da una scacciacani. Così, ammettendo le proprie responsabilità, i due 13enni responsabili del gesto hanno ricostruito con la polizia l'episodio del 2 agosto scorso a Pistoia quando hanno voluto spaventare un migrante che faceva footing. "E' stata una goliardata - hanno detto in sostanza agli investigatori -, non ci sono dietro motivi ideologici". I due frequentano le medie e sono italiani.  Abitano con le famiglie a Pistoia, una delle quali vive in un alloggio popolare.

La pistola scacciacani  del padre di uno di loro ed  stata trovata, senza il tappo rosso obbligatorio, durante le perquisizioni a casa. Trovati insieme all'arma anche 200 colpi a salve. Il 2 agosto hanno preso la scacciacani. Prima di transitare nei pressi della chiesa di Vicofaro, avevano fatto una “sessione” di spari a salve in un terreno dietro una palestra, per passare il tempo. Poi, spostandosi in bicicletta, hanno incrociato il migrante, il gambiano Buba Ceesay che si stava allenando, e hanno esploso i colpi.

I due ragazzini, essendo minori di 14 anni, non sono imputabili e il fascicolo di indagine è stato trasmesso alla procura presso il tribunale dei minori di Firenze.
 
Vicofaro, migrante aggredito: ecco il suo racconto insieme ad un amico Buba Ceesay, 25 anni del Gambia, è stato aggredito a Vicofaro, in provincia di Pistoia, vicino alla parroccia di don Massimo Biancalani, di cui il giovane è ospite (video Lorenzo Gori)

Il commento di don Biancalani. "L'ho saputo, sono stati due ragazzini, poco più che bambini, e per loro ci sono tutte le attenuanti. Ma bisogna riflettere su un certo tipo di messaggio, xenofobo, razzista, che passato coinvolgendo gli strati pi popolari della societ, arrivando a condizionare le coscienze dei giovanissimi". Così don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro , commenta l'individuazione dei due responsabili degli spari a salve e delle frasi razziste la sera del 2 agosto al migrante del Gambia Buba Ceesay che stava allenandosi nella corsa a piedi. Il gambiano è un ospite della parrocchia di Vicofaro.

"I media e la politica devono essere più responsabili, certamente le parole usate da Salvini in questi anni sono state gravi - ha aggiunto don Biancalani -. E' stata data la stura a un cattivo sentimento, a tutti i livelli. Come prete e insegnante mi pongo la domanda se non siamo più in grado di strutturare le coscienze delle nostre popolazioni, se la scuola, la Chiesa, le parrocchie, le famiglie riescano più a dare insegnamenti che facciano superare schemi antropologici pericolosi".

Già nell'omelia di domenica scorsa don Biancalani aveva rassicurato i fedeli sul fatto che il gesto fosse stato "una goliardata", ipotizzando l'azione di qualche balordo ma escludendo attacchi di organizzazioni politiche estremiste.

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