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Prunetta: in cella la banda del tentato colpo al bancomat

Il 22 giugno furono individuati e fermati dopo l’assalto a San Marcello Pistoiese. Ora sono in carcere accusati di una serie di furti a Lucca

SAN MARCELLO. I furti studiati nei minimi dettagli e compiuti, spesso su commissione, ai danni di attività commerciali di Lucca, Capannori e Versilia. Poi, il tentativo di far saltare lo sportello del bancomat di Prunetta, nel comune di San Marcello Pistoiese, il 22 giugno, sventato dalla squadra Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino con l’arresto di quattro rumeni. Tre di loro sono i membri della banda che tra febbraio e maggio aveva messo a segno sei raid (oltre ad uno fallito) a cui la polizia è riuscita a risalire grazie alla merce rivenuta e sequestrata proprio in occasione dell’operazione finalizzata a smantellare la cosiddetta “banda dell’acetilene”.

Sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere Ilie Bogdan Popescu (33 anni), Costantin Daniel Hosu (36) e Costantin Emilian Cretu (29). Per altri tre soggetti, ritenuti complici, è scattato l’obbligo di dimora: si tratta di due rumeni e un albanese. Quest’ultimo deve rispondere anche del reato di spaccio. Secondo gli inquirenti, infatti, era lui a procurare al gruppo la droga, consumata sia prima di entrare in azione, sia dopo. Un italiano, titolare di una ditta di autotrasporti, è stato invece denunciato per ricettazione. Il sospetto è che possa aver fornito lui le auto ai ladri per realizzare i diversi furti.

«Agivano da veri professionisti» spiega Cascino. E ogni volta col medesimo “modus operandi”: arrivavano con diverse ore d’anticipo nei pressi dell’azienda dove poi si sarebbero introdotti, lasciando le auto (rubate) anche a 5-6 chilometri di distanza. Si muovevano di notte e per comunicare si incontravano direttamente, senza utilizzare i cellulari. Nascondevano la refurtiva tra la vegetazione, per poi recuperarla il giorno dopo o dando disposizione ai complici. Pensavano a tutto: anche a lasciare lungo il tragitto alcuni indumenti che avrebbero indossato per rendere ancor più credibile la loro fuga.

Il primo risale al 16 febbraio: da un cantiere di via Borelli a Lucca fu portata via una betoniera. In quell’occasione le volanti della Questura arrestarono in flagranza Sorin Popescu, il cugino di Ilie Bogdan, che invece riuscì a dileguarsi. Il 12 aprile la banda si introdusse in un negozio di telefonia a Massarosa, aprendosi un varco dal tetto. Ma il colpo non andò a segno poiché il titolare aveva collocato la merce in cassaforte.

Il giorno seguente fu la volta di uno stabile con all’interno prodotti per l’igiene intima: i ladri si impossessarono di rasoi, creme e shampoo per un valore compreso tra i 2mila e i 3mila euro. Durante la fuga prelevarono persino un decespugliatore a scoppio dal giardino di una casa nelle vicinanze, restituito poi ai proprietari. Il 20 aprile la banda fece irruzione in una ditta di assistenza caldaie a Lucca. Il colpo successivo, il 28 aprile in un bar a Sant’Alessio: spariti 3.348 euro e vari generi di monopolio per un valore di oltre 2mila euro. Il giorno precedente

un complice aveva coperto il sensore della telecamera di sorveglianza. Il 9 maggio da una ditta di Lucca furono sottratti 25 condizionatori. L’ultimo furto il 16 maggio: 100 chili di caffè e 1200 bustine di thè e altri prodotti rubati da un’azienda di torrefazione a Lucca. —
 

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