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aziende in crisi 

Aerre, muro contro muro fra proprietà e sindacati

Fumata nera dal vertice sui 21 licenziamenti annunciati alla fabbrica di divani

QUARRATA. La proprietà ritiene inevitabile una riduzione del personale, mentre i sindacati continuano a chiedere l’attivazione di contratti di solidarietà e il mantenimento della forza lavoro. Senza alcun esubero. Posizione marcate e decisamente molto distanti tra loro quelle confermate nell’incontro di ieri mattina, nella sede della Cna di Pistoia, tra la Aerre Divani di Valenzatico, di proprietà dei fratelli Roberto e Adriano Rosini – che i primi i luglio hanno avviato la procedura di mobilità per il 50% dei dipendenti – e i sindacati, che non cedono di un centimetro nella loro richiesta di ritiro dei licenziamenti.

Un muro contro muro che va avanti da circa un mese, cominciato dopo l’ufficializzazione da parte dell’azienda della volontà di portare avanti un piano generale di risanamento, non realizzabile attraverso interventi di sostegno al reddito. L’unica novità avanzata ieri, seppur ancora a livello di sola ipotesi, sarebbe l’apertura, da parte della proprietà, alla possibilità di ridurre il numero degli esuberi indicati nella procedura, che a oggi rimangono 21 su un totale di 44 dipendenti.

Esuberi, è bene ricordarlo, che coinvolgeranno tutti i reparti dell’azienda (produzione, contabilità e commerciale), ma in particolare i lavoratori addetti alla produzione. Secondo quanto avanzato dalla Aerre, potrebbe presentarsi la possibilità di avviare alcune procedure di prepensionamento di una parte del personale, ma anche alcune trasformazioni degli orari di lavoro di alcuni dipendenti dal tempo pieno al part-time. Una proposta ancora troppo parziale e indefinita (numeri definitivi non ce ne sono), che non convince i sindacati, che non arretrano dalla loro richiesta.

«Noi rimaniamo sulle nostre posizioni – spiega Marco Ballati, segretario generale Fillea Cgil – perché siamo convinti che possano essere attivati i contratti di solidarietà, salvaguardando i lavoratori ed evitando gli esuberi. La proprietà avanza la possibilità che si possono trovare soluzioni parziali per la riduzione degli esuberi, che, anche se diminuiti nel numero, rimarrebbero. In ogni caso, si tratta solo di ipotesi avanzate al tavolo delle trattative e, dunque, come tali devono essere considerate. Se poi, a maggior ragione l’azienda avanza la possibilità di trasformare alcuni full time in part time, riducendo in generale l’orario di lavoro, non vedo perché non possano essere attivate le procedure per i contratti di solidarietà».

Intanto, per venerdì è già in calendario un’assemblea con i dipendenti della Aerre. «In quell’occasione – dice Ballati – riporteremo ai lavoratori quanto emerso durante l’incontro con i vertici dell’azienda e capiremo insieme come procedere».

Nella scorsa assemblea del 10 luglio, di fronte alle sigle di categoria Cgil, Cisl e Uil, dai lavoratori era emersa la richiesta del ritiro dei licenziamenti in favore di soluzioni alternative, come l’impiego di ammortizzatori sociali. L’azienda di Valenzatico, che dà lavoro a 44 persone,

solo nel 2015 aveva assunto nuovo personale. Poi, i primi licenziamenti e i mancati rinnovi dei contratti a termine nel 2017, fino alla decisione, i primi di luglio, di avviare le procedure di mobilità per 21 dipendenti. –

VALENTINA VETTORI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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