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Lavori al ponte dell’Arca: un’odissea lunga 12 anni

Pistoia, errori nei lavori e nei progetti scoperti dopo anni e solo ora si riapre il cantiere 

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Quando il progetto preliminare fu approvato ed i lavori eseguiti, il sindaco era Renzo Berti e l’assessore ai lavori pubblici Alfio Fedi. Ai tempi del sindaco Bertinelli ci si accorse che parte delle opere non erano state eseguite a regola d’arte e si fa un nuovo progetto esecutivo. Oggi, sotto il governo del sindaco Alessandro Tomasi, arriva finalmente l’appalto. Dal 2006 al 2018, dodici anni e tre amministrazioni per il consolidamento di un ponte – anche di un ponte importante come quello di via Cesare Battisti, che tutti i pistoiesi chiamano “dell’Arca” – sono decisamente troppi. E resta da vedere se tra apertura del cantiere, lavori e conclusione, si riuscirà a rimanere entro l’anno.

Eppure, carte alla mano, è proprio questa la storia dell’intervento sul ponte dell’Arca, le cui opere di riparazione sono state assegnate nei giorni scorsi con affidamento diretto. Subito da precisare: la sicurezza del ponte non è assolutamente in discussione, tant’è che la struttura è sempre rimasta aperta in questi anni e migliaia di auto hanno continuato a passarci ogni giorno. Ma come tutte le strutture viarie, anche questo ponte ha bisogno ogni tanto di qualche intervento di ristrutturazione. Come quello che il Comune mise in piedi nel 2006: opere per 200.000 euro, progetto dei tecnici Evangelisti e Meoni, lavori assegnati nel febbraio 2007 alla ditta Gemmalpe di Sestola, che inizia a lavorare a giugno e si ferma a ottobre, senza completare l’intervento. Tra i motivi, c’è il fatto che Rfi non concede uno “stop” sufficientemente lungo al transito dei treni sotto il ponte per far lavorare bene l’azienda. Quest’ultima lo fa presente al Comune, che – pare – rimane inerte.

Da allora tutto tace, fino all’arrivo dell’amministrazione Bertinelli. Che intanto sostituisce il responsabile dell’intervento (Evangelisti era stato coinvolto nell’inchiesta Untouchables); il nuovo arrivato, ingegner Fabrizio Lunardi, scopre che “parte delle opere non sono state eseguite a regola d’arte” e il Genio civile nega la sanatoria in quanto “l’opera non è conforme alla normativa tecnica vigente all’epoca dei lavori”. A quel punto a Palazzo di Giano si tirano su le maniche e preparano un nuovo progetto per completare l’intervento, 70.000 euro di lavori. Parte li pagherà il Comune, per il mancato intervento su Rfi del 2007; parte ce li mette direttamente la Gemmalpe, che evidentemente riconosce di avere qualche responsabilità.

Così non rimane che affidare direttamente all’azienda di Sestola l’intero intervento residuale, non prima di aver ottenuto da quest’ultima (gennaio 2017) un ribasso dello 0,5% sui lavori (35.000 euro) che pagherà il Comune.

Fatti i debiti controlli, eseguite le necessarie procedure, si approda al 2018 e alla determina 1.189, che affida alla Gemmalpe l’esecuzione dei lavori. Ora

è davvero tutto pronto per il via al completamento dei lavori di consolidamento del ponte dell’Arca. La speranza è che questa piccola odissea amministrativa sia arrivata alla fine. Per fortuna al di sopra del ponte tutto ha continuato a svolgersi come sempre... —





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