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in tribunale

Risarciti dopo vent’anni per gli espropri fantasma

Pistoia, Regione condannata a pagare 154.000 euro ai sette proprietari dei terreni su cui è stata realizzata la variante Lucchese fra Spazzavento e Masotti

PISTOIA. Finalmente avranno i loro soldi. Magari non tutti quelli che avrebbero voluto, ma per loro si tratta comunque della conclusione vittoriosa di una battaglia legale andata avanti per più di vent’anni. Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso di sette proprietari dei terreni – tra l’altro adibiti a vivaio in piena terra – su cui è stata realizzata la Variante Lucchese, fra Spazzavento e Masotti. Terreni che, a causa di un rimpallo burocratico di competenze fra Anas, Regione e Provincia che si è protratto per due decenni erano stati loro tolti d’urgenza con un decreto della prefettura ma mai ufficialmente espropriati. E quindi mai pagati.

Adesso, i giudici del Tribunale amministrativo regionale hanno stabilito che – visto che ormai quei terreni attraversati dalla nuova strada non possono logicamente più essere restituiti – i proprietari devono avere ciò che gli spetta per una illegittima occupazione che va avanti da vent’anni.

Per quantificare l’ammontare dell’indennizzo il Tar ha incaricato un tecnico o dell’Agenzia delle entrate: complessivamente i 7 ricorrenti riceveranno 154.000 euro e rotti. A pagarli dovrà essere la Regione, che potrà però rivalersi sull’Anas per le conseguenze del mai completato procedimento di esproprio.

La Regione dovrà anche pagare le spese legali sostenute dai ricorrenti (3.000 euro) e la notula per il verificatore dell’Agenzia delle entrate (quasi altrettanti).

LA VICENDA.. L’odissea dei ricorrenti inizia il 20 maggio 1996, quando i loro terreni coltivati a vivaio nella frazione di Spazzavento vengono dichiarati di pubblica utilità da parte dell’Anas per la realizzazione della variante alla Ss 435. Il 12 febbraio 1997, dalla prefettura arriva il decreto di occupazione d’urgenza e, nell’aprile successivo, l’impresa appaltatrice ne entra in possesso. Fatto sta che l’Anas non provvede ad emettere alcun atto di formale acquisizione della proprietà. Intanto il lavori si concludono il 27 luglio 2001. Poi la viabilità viene trasferita alla Regione, che, dal 28 settembre 2001, la consegna alla Provincia. Il tutto senza che arrivi mai il decreto di esproprio.

LA SENTENZA.. Nella sua sentenza il Tar non esprime dubbi: illegittima l’occupazione quando il decreto di esproprio non arriva prima della scadenza dei termini fissati dalla dichiarazione di pubblica utilità. A chi spetta quindi risarcire si chiedono i giudici? Non all’Anas, in quanto chiamata in causa dai ricorrenti tardivamente, solo a procedimento iniziato. Regione e Provincia, dal canto loro, respingono qualunque responsabilità per la mancata conclusione del procedimento espropriativo: la prima in quanto ritiene che i terreni su cui passa la nuova strada sono formalmente ancora dei privati cittadini e che tale strada adesso è nella disponibilità giuridica della Provincia. La seconda in quanto ritiene di essere solo il soggetto a cui è demandata la manutenzione: la proprietà resta della Regione. Uno scaricabarile a cui ha posto fine il Tar dando ragione

alla Provincia. Ma con una precisazione: la responsabilità del danno dell’occupazione illegittima resta di chi ha realizzato l’opera non rispettando le regole, cioè l’Anas, su cui, per questo, la Regione si potrà rivalere. —

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