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emergenza lavoro 

La Aerre ristruttura, venti in mobilità su 44

A vuoto il confronto tra proprietari del mobilificio e sindacati. Ballati (Cgil): «Affrontano la crisi licenziando ed esternalizzando»

QUARRATA.Venti lavoratori del mobile a rischio licenziamento a Quarrata. Sono quelli della Aerre, azienda che produce divani di proprietà dei fratelli Roberto e Adriano Rosini, che da qualche giorno ha aperto la procedura di mobilità. Alla base della decisione, la volontà di portare avanti un piano di risanamento – secondo la proprietà – non superabile con interventi di sostegno al reddito. E che quindi prevede l’esubero di venti posti di lavoro su un totale di 44 dipendenti, tra produzione, contabilità e commerciale. Esuberi che saranno spalmati su tutti i reparti dell'azienda con sede a Valenzatico, ma che andranno a colpire prevalentemente i lavoratori impiegati nella produzione.

Una pessima notizia, asnche per un distretto industriale da anni preda della crisi come quello del mobile imbottito quarratino. Intanto, giovedì 5 luglio si è svolto l’incontro tra i sindacati di settore Cgil, Cisl e Uil e la proprietà dell’azienda. «Abbiamo chiesto all’azienda – spiega Marco Ballati (Fillea Cgil) – di non esitare a ritirare la procedura di mobilità e di intraprendere invece un percorso che passi attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per aggredire la crisi. L’azienda deve fare una scelta coraggiosa. La Aerre è stata in grado di creare posti di lavoro fino a poco tempo fa. Adesso, però, affronta la situazione scegliendo la via più semplice: quella del taglio dei costi, licenziando personale e esternalizzando».

In effetti sarebbe stato difficile – dall’esterno – pronosticare difficoltà di questa gravità per l’azienda di Valenzatico. Solo qualche anno fa, nel 2015, infatti, la Aerre Divani, in controtendenza con la crisi generale, aveva scelto di procedere con un buon numero di assunzioni. Alla fine del 2017, invece, c’erano stati alcuni licenziamenti individuali accompagnati dalla decisione di non rinnovare alcuni contratti a termine. Nel frattempo l’azienda non è mai ricorsa alla cassa integrazione.

Il prossimo passaggio per i lavoratori della Aerre è quello di martedì prossimo (10 luglio), quando si riuniranno in assemblea per capire come rispondere alla posizione della proprietà, che per il momento

ha fatto capire di essere ferma sulla scelta della procedura di mobilità, ritenendola non sostituibile con misure alternative.

«Incontreremo i lavoratori martedì – conclude Ballati – e in quella sede decideremo le misure da adottare». —


 

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