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Figlio di due madri a Pistoia, il tribunale ordina il doppio cognome

Dopo la causa contro il rifiuto del Comune a riconoscere la madre "non biologica". E' la prima volta che un giudice riconosce l'applicabilità delle norme sulla coppia omogenitoriale 

PISTOIA. E' stato depositato giovedì 5 luglio un decreto con cui il tribunale di Pistoia ha ordinato al municipio di Montale la formazione di un atto di nascita recante l'indicazione di due madri per un bambino che è nato a Prato a seguito di un intervento di procreazione medicalmente assistita realizzato in Spagna. Il bambino avrà un doppio cognome, sia quello della madre naturale sia della "madre" non biologica. La coppia di donne è unita civilmente.

La causa era scaturita da un loro ricorso contro il rifiuto del Comune di Montale a riconoscere, all'atto di nascita, i due cognomi al bambino. Ma il tribunale di Pistoia ha stabilito che tale rifiuto è illegittimo. "Si tratta - commentano le Famiglie Arcobaleno - del primo caso in assoluto in cui un giudice riconosce l'applicabilità degli articoli 8 e 9 della legge 40/2004 in coppia omogenitoriale, affermando che la responsabilità genitoriale della madre non biologica sorge per effetto della prestazione del consenso alla procreazione assistita eterologa".

La coppia, viene scritto in un comunicato stampa delle Famiglie Arcobaleno, è stata seguita dall'avvocata Federica Tempori , del Gruppo Legale dell'Associazione Famiglie Arcobaleno e dall'avvocato Vincenzo Miri di Rete Lenford. Si tratta, viene ancora spiegato, "di una delle cause pilota seguite dal gruppo di lavoro formatosi in seno al Gruppo Legale Fa e coordinato dal professor Angelo Schillaci, e del quale fa parte, oltre a Tempori e Miri, l'avvocato Michele Giarratano.

Proprio l'avvocata Federica Tempori e la sua compagna Barbara Filisetti,tra l'altro, sono state le prime due donne a dirsi "sì" con un'unione civile nel Comune di Rosignano.nell'ottobre 2016. Anche le due donne hanno un figlio. 

"Un risultato molto importante", afferma Schillaci, "che premia un lavoro di squadra durato mesi: fin dall'inizio, abbiamo creduto fermamente che fosse possibile sostenere in giudizio la tesi avanzata in dottrina da Marco Gattuso, in merito all'applicabilità dell'art. 8 in coppia omogenitoriale. Davvero un passo avanti fondamentale per la tutela dei bambini e delle bambine arcobaleno".

"Una giornata davvero storica", secondo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno: "Dopo la sentenza della Corte d'appello di Napoli, il decreto del tribunale di Pistoia conferma senza possibilità di dubbio che l'azione amministrativa

di sindaci e ufficiali di stato civile, da Torino in poi, era pienamente fondata e doverosa. Questa sentenza ribalta infatti il diniego opposto dall'ufficiale di stato civile e ordina la formazione di un atto di nascita totalmente nuovo, che indica sin dall'inizio l'esistenza di due mamme".

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