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Pistoia, appello per l’insegnante di sostegno

«Mio figlio sta bene con lei, per favore confermate Amelia»

èOSTPOA. «Facciamo un appello affinché la maestra Amelia possa rimanere con nostro figlio». A parlare sono Michela e Giuliano, genitori di un bambino affetto fin dalla nascita da una grave patologia metabolica che, se non viene scoperta in tempo, può portare a danni irreversibili. Il bambino, che oggi ha otto anni, frequenta la scuola elementare di Piuvica: qui da un anno è seguito dalla mastra Amelia Bonfiglio, insegnante non di ruolo e che, per questo motivo, il prossimo settembre, alla riapertura dell’anno scolastico, potrebbe non ottenere un nuovo incarico nella scuola. Di qui l’appello dei genitori del bambino, che si sono rivolti già alla dirigente scolastica, al Provveditorato e poi al sindaco del Comune di Pistoia Alessandro Tomasi, per chiedere che la maestra possa rimanere ad insegnare in quella scuola, accanto al loro figlio.

«Fortunatamente nostro figlio ha avuto fin da subito le cure necessarie che deve ricevere tutti i giorni: dalle iniezioni alle tante vitamine – racconta la madre – ma è un bimbo molto sensibile, impaurito dalle continue visite in ospedale e con il terrore di non tornare a casa quando usciamo». Il bimbo è vivace, ma anche molto introverso: da qui la scelta, su consiglio del neuropsichiatra e della logopedista che lo seguono da anni, di preferire una scuola piccola, più familiare e intima. «Così abbiamo optato per quella di Piuvica. Noi abitiamo a Pistoia – continua la madre – e inizialmente il bambino ha avuto delle difficoltà, non si trovava molto bene. Non riusciva ad entrare in contatto con gli altri ragazzi, era molto chiuso e alla fine non voleva più nemmeno andare a scuola».

Il bimbo ha bisogno di tranquillità e di conferme, spiega la madre. Poi, improvvisamente, una nuova maestra apre uno spiraglio di luce nel cuore del piccolo. «Da quando c’è Amelia è cambiato tutto – spiega Michela – gli altri bambini lo cercano, lui è più aperto, solare, è felice di andare a scuola e io ho stretto rapporti con tutte le altre mamme». Però, appunto, Amelia non è di ruolo, è un’insegnante precaria e non è detto che il prossimo anno scolastico sia ancora in quella scuola. I genitori hanno parlato con la dirigente della scuola, con il Provveditorato e anche con il sindaco. «Sappiamo che Tomasi non c’entra con la nomina degli insegnanti, ma ci ha accolto a braccia aperte, si è commosso e ci ha dato tutto il suo sostegno».

Anche Amelia vuole lanciare il suo appello: «I genitori ci tengono tanto che io rimanga e per

me sarebbe davvero un enorme piacere seguire ancora il bambino. Credo che tutti i ragazzi, a maggior ragione quelli con qualche difficoltà, abbiano la necessità della continuità didattica. Oggi purtroppo si è perso di vista la cosa più importante: il bene dei ragazzi». (a.t.)

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