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Il Comune mette in vendita il palazzo di via Buonfanti

L’assessore Margherita Semplici: l’abbiamo inserito nel piano delle alienazioni. La Sovrintendenza è d’accordo. Se nessuno lo compra, dovremo demolirlo noi

IA. Un edificio fatiscente, vecchio di 70 anni e da 7 circondato dalle impalcature, ad un passo dal centro storico. Conosciuto dalla maggior parte dei cittadini come “il palazzo con l’impalcatura”: ponteggi antiestetici ma di vitale importanza per la struttura stessa, dato che se non ci fossero potrebbe crollare rovinosamente da un momento all’altro.

L’edificio non può certo passare inosservato per chiunque abbia almeno una volta percorso a piedi via Buonfanti, la strada che da piazza San Lorenzo porta in via Pacini e quindi direttamente in centro. Quell’edificio oggi è stato inserito dal Comune nel piano delle alienazioni per il 2018 per vedere se c’è la possibilità di cederlo sul mercato, dato che ha una destinazione d’uso residenziale. Altrimenti, sempre in accordo con la Sovrintendenza, l’unica alternativa possibile sarà quella della demolizione.

«Sono i ponteggi a reggere l’edificio - spiega l’assessore al patrimonio immobiliare del Comune Margherita Semplici- non ci sono più i solai, non c’è più niente. Con il bilancio di previsione 2018 abbiamo inserito l’immobile nel piano delle alienazioni. Quell’edificio faceva parte di un progetto della Spes per circa un milione di euro che interessava l’intero comparto San Lorenzo, cioè via Tomba, via del Ceppo e via Buonfanti, per la ristrutturazione di 28 alloggi di edilizia pubblica grazie a contributi regionali».

Erano gli anni 2010-2011, continua l’assessore, la Spes (Società pistoiese per l'edilizia sociale) aveva già fatto la gara ed era stata individuata la ditta per effettuare i lavori. Tutto sembrava procedere per il meglio, fino a che un solaio del tetto ha ceduto improvvisamente e l’edificio è stato circondato dai ponteggi, in attesa di interventi mirati. «Sono così iniziati i lavori di ristrutturazione nelle vicine palazzine, come previsto dal capitolato d’appalto, ma le risorse non sono state sufficienti per sistemare anche quell’edificio - continua Semplici- fatto sta che è rimasto lì con i ponteggi e le sue condizioni sono ovviamente peggiorate con il passare del tempo».

La Spes ha quindi restituito l’edificio alla disponibilità comunale tra il 2015 e il 2016. Appena vinte le elezioni la giunta Tomani si è posta subito il problema di trovare una soluzione per l’edificio, spiega l’assessore, e per questo è stato inserito nel piano delle alienazioni per un valore stimato di circa 110 mila euro. «Dato che il fabbricato ha più di 70 anni è necessario però il nullaosta da parte della Sovrintendenza che dichiari che non c’è alcun vincolo. Dopo avere ottenuto il nullaosta, richiesto proprio in questi giorni, potremo fare il bando».

E se nessun privato fosse interessato ad acquistarlo?

«Lavoreremo sempre ad una soluzione con la Sovrintendenza che ci consenta di demolirlo nel rispetto dei luoghi, non ho le competenze tecniche a riguardo, ma è chiaro che dovrà essere studiata una soluzione progettuale» conclude l’assessore.

Alessandra Tuci



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