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Un armadio in mezzo alla corsia in autostrada. "Ho visto la morte in faccia"

Tragedia sfiorata nella notte sull'A11. L'automobilista: "Non so come ho fatto ad evitarlo". E' andata peggio a quello che seguiva e che l'ha preso in pieno sfasciando la macchina

PISTOIA. Questione di una frazione di secondo. Che a 120 all’ora ha fatto la differenza. Quando, mentre stava tornando verso casa con la madre al suo fianco, ha visto spuntare dalla notte, illuminato dai fari solo all’ultimo istante, un grosso armadio a due ante di legno scuro. Adagiato di traverso nel bel mezzo della corsia di marcia dell’autostrada A11. «Non so come ho fatto ad evitarlo. Non lo so. Ho sterzato, ho sbandato, l’ho sfiorato con lo sportello posteriore... Ho visto la morte in faccia».

Protagonista della brutta avventura, Valeria Tintorini, quarantenne impiegata di Pieve a Nievole, che attorno alle dieci e un quarto di giovedì sera aveva imboccato la Firenze-Mare a Prato est. E che, poco prima di Prato Ovest, si è ritrovata a tu per tu con il mobile che era stato appena perso da un camion: il conducente, a detta di un testimone sentito poi dalla Polstrada, aveva appena rallentato per poi dileguarsi. «Lasciando l’armadio lì, in mezzo alla corsia. È quello che più mi fa arrabbiare. Già uno va in autostrada con un mobile non ben legato e poi, una volta che gli cade, non fa niente per scongiurare una possibile tragedia. Credo che poi sia stato rintracciato, lo dicevano i poliziotti...».

Ma se a Valeria la manovra di evitare il mobile con la sua Picanto è riuscita, niente ha potuto fare l’automobilista che la seguiva, un giovane di Lucca: «Lo ha preso in pieno, ha distrutto tutto il muso della sua Peugeot. Meno male che deve aver rallentato quando ha visto le mie quattro frecce...».

Valeria, infatti, dopo aver sterzato d’istinto verso sinistra e aver rischiato di schiantarsi contro il guardrail, ha sbandato dalla parte opposta, arrestandosi circa 150 metri più in là. Incolumi, lei e la madre. «Ho chiamato subito il 113 per

avvertire del pericolo. Ed è stato a quel punto che nello specchietto ho visto l’altra auto che arrivava: non ce la fa, ho pensato. E l’ha preso». Poi l’arrivo della polizia e del carroattrezzi. «Stanotte non ho chiuso occhio – ammette Valeria – Ho davvero visto la morte in faccia».

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